Foto della mia classe di prima elementare, giugno 1962.
Scuola Ferruccio Dardi (da tutti detta "di via Giotto").
Avevamo un grembiule bianco con il fiocco bianco a pallini blu (comprato rigorosamente da "Culot", il cui nome ci faceva ovviamente ridere).
Ogni classe si distingueva dai colori del fiocco.
La maestra si chiamava Alberta Penso, era piccola, grassa e simpatica.
E anche brava... più o meno ho campato tutta la vita sulle basi di quanto imparato alle elementari
Io sono l'unica bambina senza le calze bianche, che mia madre detestava.
Ho sempre avuto calzini, calzettoni e collant di lana (che al tempo si chiamavano "calzebraghe") colorati.
Da allora mi è rimasta l'idea che le calze debbano essere colorate e non ho mai portato neanche da grande le calze velate che mi sembrano orrende.
Mi ricordo i nomi di tutte le bambine della foto... anche se ho perso completamente i contatti con loro, a parte un paio che incontro per strada.
Tra i ricordi di famiglia: mia nonna materna era stata a scuola con le sorelle di Ferruccio Dardi che era anzi più piccolo di loro e veniva ricordato da lei come "Ferruccio bambìn"... a me questo faceva sembrare mia nonna vecchissima, anche se allora aveva meno anni di quanti io ne abbia adesso.
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venerdì 24 gennaio 2020
Bimbe in prima elementare (1962)
domenica 16 luglio 2017
16 luglio: scampolo autobiografico
Visto che oggi è il mio compleanno, sbraco giusto un pochettino.
La mia prima foto con i miei genitori al Sanatorio Triestino e il bigliettino da visita che annunciava la mia nascita
La mia prima foto con i miei genitori al Sanatorio Triestino e il bigliettino da visita che annunciava la mia nascita
martedì 25 marzo 2014
Post n° 201, faccio di nuovo il punto.
Dopo altri cento post, relaziono zelante sullo stato dell'Opera.
Mi piacerebbe che questo blog saltasse meno di palo in frasca, però il materiale da pubblicare non lo scelgo: lo trovo.
Mi piacerebbe che le foto molto vecchie non finissero mai, ma finiranno e anche abbastanza presto.
Vorrei più cartoline... ma le cartoline che ho sono quelle.
Se penso che ne ho date via 750 l'anno scorso mi mangio le mani, ma l'anno scorso non potevo immaginare questo blog e cosa avrei trovato nei cassetti e negli armadi.
Per esempio, il ritrovamento inaspettato di moltissime locandine di vecchi film di sicuro cambierà gli equilibri del blog rispetto a quel che pensavo agli inizi.
Una buona (per me) notizia è che ho finalmente ritrovato un po' di foto e materiale riguardante anche la famiglia di mia madre (almeno mio nonno e la sua famiglia, su mia nonna quasi nulla)... non ho niente contro la famiglia di mio padre, ma anche dalla parte materna ci sono cose da raccontare.
E poi, con tutto il rispetto per le mitiche prozie di mio padre, i componenti della famiglia di mia madre li ho conosciuti quasi tutti e sono più affezionata a loro che a persone morte più di dieci anni prima che io nascessi.
Mio nonno paterno morì quando non avevo nemmeno cinque anni, tanto per dire, ma l'altro nonno è morto che ne avevo più di trenta quindi è chiaro che sono più legata al suo ricordo.
Purtroppo temo che un pacco di foto dei miei nonni materni da giovani, il matrimonio e gli anni precedenti sia andato perduto per sempre, ma qualcosa ho trovato.
Per il resto, vado avanti giorno per giorno.
Ormai, più o meno, credo di aver esplorato tutti i cassetti e gli armadi a disposizione e ho un'idea abbastanza realistica di cosa mi ritrovo ad avere.
Un mucchio immane di scartoffie, se posso azzardare una definizione.
Dal mucchio cerco di prendere non le cose rare (il 99% delle cose che ci sono in questo blog ce le ha a casa la maggior parte delle famiglie... o ne ha di equivalenti), ma quelle che hanno un qualcosa che richiama la mia attenzione, qualcosa di curioso o (per me) interessante.
Dovessi mettere qui tutto quello che c'è non basterebbe la vita che mi rimane (e non sono sicurissima che basterà nemmeno per quel che scelgo dal mucchio).
Quindi ribadisco che non ho pretese di mostrare chissà che rarità o chissà che roba preziosa: è solo quel che c'è nei cassetti di una famiglia borghese, quel che il tempo e il caso vi hanno portato, non un museo o una collezione d'arte.
Quelli che dicono "Tsk Tsk ma ste cose le ho anche io, ma è roba comunissima", si facciano pure un blog anche loro... se non lo fanno, non è colpa mia.
I visitatori sono pochissimi, ma io mi diverto e imparo anche un sacco di cose che non sapevo.
Detto ciò, ci vediamo al post 301.
Mi piacerebbe che questo blog saltasse meno di palo in frasca, però il materiale da pubblicare non lo scelgo: lo trovo.
Mi piacerebbe che le foto molto vecchie non finissero mai, ma finiranno e anche abbastanza presto.
Vorrei più cartoline... ma le cartoline che ho sono quelle.
Se penso che ne ho date via 750 l'anno scorso mi mangio le mani, ma l'anno scorso non potevo immaginare questo blog e cosa avrei trovato nei cassetti e negli armadi.
Per esempio, il ritrovamento inaspettato di moltissime locandine di vecchi film di sicuro cambierà gli equilibri del blog rispetto a quel che pensavo agli inizi.
Una buona (per me) notizia è che ho finalmente ritrovato un po' di foto e materiale riguardante anche la famiglia di mia madre (almeno mio nonno e la sua famiglia, su mia nonna quasi nulla)... non ho niente contro la famiglia di mio padre, ma anche dalla parte materna ci sono cose da raccontare.
E poi, con tutto il rispetto per le mitiche prozie di mio padre, i componenti della famiglia di mia madre li ho conosciuti quasi tutti e sono più affezionata a loro che a persone morte più di dieci anni prima che io nascessi.
Mio nonno paterno morì quando non avevo nemmeno cinque anni, tanto per dire, ma l'altro nonno è morto che ne avevo più di trenta quindi è chiaro che sono più legata al suo ricordo.
Purtroppo temo che un pacco di foto dei miei nonni materni da giovani, il matrimonio e gli anni precedenti sia andato perduto per sempre, ma qualcosa ho trovato.
Per il resto, vado avanti giorno per giorno.
Ormai, più o meno, credo di aver esplorato tutti i cassetti e gli armadi a disposizione e ho un'idea abbastanza realistica di cosa mi ritrovo ad avere.
Un mucchio immane di scartoffie, se posso azzardare una definizione.
Dal mucchio cerco di prendere non le cose rare (il 99% delle cose che ci sono in questo blog ce le ha a casa la maggior parte delle famiglie... o ne ha di equivalenti), ma quelle che hanno un qualcosa che richiama la mia attenzione, qualcosa di curioso o (per me) interessante.
Dovessi mettere qui tutto quello che c'è non basterebbe la vita che mi rimane (e non sono sicurissima che basterà nemmeno per quel che scelgo dal mucchio).
Quindi ribadisco che non ho pretese di mostrare chissà che rarità o chissà che roba preziosa: è solo quel che c'è nei cassetti di una famiglia borghese, quel che il tempo e il caso vi hanno portato, non un museo o una collezione d'arte.
Quelli che dicono "Tsk Tsk ma ste cose le ho anche io, ma è roba comunissima", si facciano pure un blog anche loro... se non lo fanno, non è colpa mia.
I visitatori sono pochissimi, ma io mi diverto e imparo anche un sacco di cose che non sapevo.
Detto ciò, ci vediamo al post 301.
domenica 2 marzo 2014
Certificato Comunità Greco orientale 1882
Faccio una premessa: quasi tutto quel che c'è in questo blog mi arriva dalla parte "paterna" della famiglia.
Quella parte era accumulatrice di qualsiasi cosa e non buttava via niente.
Molte delle cose che ho messo qui non sono nemmeno della nostra famiglia, ma sono state raccolte qua e là negli anni... più di cent'anni, a volte.
La parte "materna", invece, era fortemente sfoltitrice (mia madre buttava via le cose mentre le stavi ancora usando) e quindi, con mio grande dispiacere perchè volevo molto bene a tutta quella parte della famiglia, non mi è rimasto di loro quasi nulla.
Ricordo che quando ero ragazzina c'erano molte foto di famiglia, dei nonni, di zii e prozii e dei bisnonni e che le guardavamo spesso, ma ora ho ritrovato solo qualche foto, un paio di documenti e quasi nient'altro.
Dove sia finito tutto non so: o non ho ancora trovato dov'è stato riposto oppure è stato vittima di uno degli "sfoltimenti" periodici.
Tra le poche cose rinvenute, questo certificato di nascita, rilasciato "per uso scolastico" dalla Comunità Greco Orientale di Trieste al mio bisnonno materno, allora tredicenne, nel 1882.
Quella parte era accumulatrice di qualsiasi cosa e non buttava via niente.
Molte delle cose che ho messo qui non sono nemmeno della nostra famiglia, ma sono state raccolte qua e là negli anni... più di cent'anni, a volte.
La parte "materna", invece, era fortemente sfoltitrice (mia madre buttava via le cose mentre le stavi ancora usando) e quindi, con mio grande dispiacere perchè volevo molto bene a tutta quella parte della famiglia, non mi è rimasto di loro quasi nulla.
Ricordo che quando ero ragazzina c'erano molte foto di famiglia, dei nonni, di zii e prozii e dei bisnonni e che le guardavamo spesso, ma ora ho ritrovato solo qualche foto, un paio di documenti e quasi nient'altro.
Dove sia finito tutto non so: o non ho ancora trovato dov'è stato riposto oppure è stato vittima di uno degli "sfoltimenti" periodici.
Tra le poche cose rinvenute, questo certificato di nascita, rilasciato "per uso scolastico" dalla Comunità Greco Orientale di Trieste al mio bisnonno materno, allora tredicenne, nel 1882.
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martedì 25 febbraio 2014
Post numero 101: faccio il punto.
La donnina qui sotto è il centesimo post di questo blog.
Mi ero riproposta, quando ci sarei arrivata, di fare un po' il punto della situazione.
Allora: punto della situazione.
Tutto bene, direi, anche se le cose hanno preso una strada leggermente diversa (ma non divergente) rispetto a quando ho iniziato.
E' successo che mi sono allontanata, a volte anche di moltissimo, da Trieste, ma ho trovato tante cose (per me) interessanti che mi spiaceva troppo ignorare.
Diciamo che il "ritratto borghese" si è allargato... è diventato un ritratto di borghesia triestina che comprende anche tutto ciò che con la borghesia triestina aveva a che fare... quindi viaggi, gite, foto di parenti lontani, letture, pubblicità eccetera.
Tutto ciò che pubblico stava da qualche parte in qualche casa borghese: quindi tutto contribuisce a buon diritto a un ritratto borghese triestino.
Il materiale è moltissimo, anche se non pretendo che ad altri sembri interessante quanto sembra a me... questo blog ha due possibilità di scadenza: che il materiale finisca (e un giorno dovrà inevitabilmente succedere... per quanto capienti e numerosi, armadi e cassetti di casa mia non sono infiniti nè senza fondo) o che io mi stanchi.
Ma per ora entrambe le possibilità mi appaiono lontane.
Per quanto ho potuto vedere, guardando meglio, il materiale che ho va più o meno dalla metà dell'Ottocento fino agli anni 50 del Novecento. (c'è anche roba più recente, ma ho deciso di ignorarla).
Il picco massimo di reperti è situabile tra il 1898 e la Seconda Guerra Mondiale, prima e dopo c'è poca roba.
Insomma... vediamo come si evolve la situazione... ci risentiamo al post 201.
Grazie ai miei (pochi) visitatori.
L'indipendenza si paga in termini di visibilità, ma la libertà totale e l'autodeterminazione non hanno prezzo.
Mi ero riproposta, quando ci sarei arrivata, di fare un po' il punto della situazione.
Allora: punto della situazione.
.
Tutto bene, direi, anche se le cose hanno preso una strada leggermente diversa (ma non divergente) rispetto a quando ho iniziato.
E' successo che mi sono allontanata, a volte anche di moltissimo, da Trieste, ma ho trovato tante cose (per me) interessanti che mi spiaceva troppo ignorare.
Diciamo che il "ritratto borghese" si è allargato... è diventato un ritratto di borghesia triestina che comprende anche tutto ciò che con la borghesia triestina aveva a che fare... quindi viaggi, gite, foto di parenti lontani, letture, pubblicità eccetera.
Tutto ciò che pubblico stava da qualche parte in qualche casa borghese: quindi tutto contribuisce a buon diritto a un ritratto borghese triestino.
Il materiale è moltissimo, anche se non pretendo che ad altri sembri interessante quanto sembra a me... questo blog ha due possibilità di scadenza: che il materiale finisca (e un giorno dovrà inevitabilmente succedere... per quanto capienti e numerosi, armadi e cassetti di casa mia non sono infiniti nè senza fondo) o che io mi stanchi.
Ma per ora entrambe le possibilità mi appaiono lontane.
Per quanto ho potuto vedere, guardando meglio, il materiale che ho va più o meno dalla metà dell'Ottocento fino agli anni 50 del Novecento. (c'è anche roba più recente, ma ho deciso di ignorarla).
Il picco massimo di reperti è situabile tra il 1898 e la Seconda Guerra Mondiale, prima e dopo c'è poca roba.
Insomma... vediamo come si evolve la situazione... ci risentiamo al post 201.
Grazie ai miei (pochi) visitatori.
L'indipendenza si paga in termini di visibilità, ma la libertà totale e l'autodeterminazione non hanno prezzo.
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