Armadio vetrina Biedermeier, di metà Ottocento, quasi certamente proveniente da Vienna.
Non mi ricordo le misure esatte... è largo 140 cm e alto, mi pare, due metri.
Altro "ninnolo enorme" (cioè oggetto di grosse dimensioni che mio padre si teneva in casa perchè gli piaceva e non perchè fosse di qualche utilità).
Probabilmente il più enorme dei ninnoli enormi, per essere precisi.
Trovato nella stessa vecchia casa da cui provengono molte cose di questo blog, fu, come altri oggetti, parcheggiato da mio padre a casa di mia nonna dove stette tranquillo in uno stanzino per una trentina d'anni.
Al momento di sgomberare la casa della nonna, anche questo armadio era già stato imballato e valutato (con una base d'asta alquanto più alta di quel che oggi si può chiedere) quando mio padre decise che proprio non poteva separarsene.
Non è facile trovare posto per un armadio a due ante in una casa già sovraccarica, così se lo portò in camera sua, dove sta ancora come un enorme cavolo a merenda.
Una delle poche cose che veramente ho provato a vendere, mettendolo anche on line, ma mi hanno risposto solo truffatori della Costa D'Avorio.
Onestamente è molto bello e, a parte la serratura che va riparata, è anche in ottimo stato, ma vorremmo sgomberare questa stanza ancora più delle altre e finchè non esce l'armadio non se ne fa nulla.
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lunedì 19 settembre 2016
L'armadio/vetrina Biedermeier austriaco (metà 800)
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domenica 18 settembre 2016
Orologio a pendolo da parete (primi dell'800?)
Questo catafalco di orologio a pendolo fa parte a buon diritto della categoria "ninnoli enormi", cioè di quegli oggetti di casa o trovati altrove che mio padre non voleva dare via anche se occupavano molto spazio.
Questo fu trovato in una vecchia casa e parcheggiato per decenni nel vasto appartamento di mia nonna.
Quando mia nonna morì, una casa d'aste svuotò tutto.
Questo orologio era già stato imballato quando mio padre decise che proprio non poteva separarsene e così restò in casa.
Non l'ho misurato e dalle foto non si capisce quanto sia grande... direi che si avvicina al metro e mezzo, considerato che il soffitto è di tre metri e mezzo.
Ho cercato on line qualcosa di simile per saperne di più... ho trovato orologi più o meno con lo stesso stile che risalgono alla prima metà dell'Ottocento, ma nessuno con l'oro e gli angioletti dipinti.
Può essere che sulla piattaformina in alto ci fosse qualcosa di agghiacciante tipo un'aquila o un cavallo che si è rovinato ed è stato tolto... ma da quando lo "conosco" io è sempre stato così.
Penso che funzioni, anche se non mi sono mai arrampicata per caricarlo.
Questo fu trovato in una vecchia casa e parcheggiato per decenni nel vasto appartamento di mia nonna.
Quando mia nonna morì, una casa d'aste svuotò tutto.
Questo orologio era già stato imballato quando mio padre decise che proprio non poteva separarsene e così restò in casa.
Non l'ho misurato e dalle foto non si capisce quanto sia grande... direi che si avvicina al metro e mezzo, considerato che il soffitto è di tre metri e mezzo.
Ho cercato on line qualcosa di simile per saperne di più... ho trovato orologi più o meno con lo stesso stile che risalgono alla prima metà dell'Ottocento, ma nessuno con l'oro e gli angioletti dipinti.
Può essere che sulla piattaformina in alto ci fosse qualcosa di agghiacciante tipo un'aquila o un cavallo che si è rovinato ed è stato tolto... ma da quando lo "conosco" io è sempre stato così.
Penso che funzioni, anche se non mi sono mai arrampicata per caricarlo.
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mercoledì 27 aprile 2016
Grammofono a Tromba "La Voce del Padrone" (primi del '900)
Grammofono a tromba "La Voce del Padrone" dei primi del 900 che entra tra i ninnoli enormi perchè anche questo comprato in epoca relativamente recente (anni Settanta o Ottanta) e non è di famiglia da sempre.
Come tutte le cose analoghe comprate da mio padre è stato fatto sparire in posizione ben nascosta da mia madre appena ne ha avuto l'occasione.
In stato abbastanza buono, penso funzionante (mai avuto il coraggio di provare) con soltanto il panno un po' tarmato.
L'etichetta è inglese.
Come tutte le cose analoghe comprate da mio padre è stato fatto sparire in posizione ben nascosta da mia madre appena ne ha avuto l'occasione.
In stato abbastanza buono, penso funzionante (mai avuto il coraggio di provare) con soltanto il panno un po' tarmato.
L'etichetta è inglese.
lunedì 29 febbraio 2016
La Cassaforte (primi del Novecento?)
Tra i ninnoli enormi il più pesante è di sicuro questa vecchia cassaforte, risalente probabilmente ai primi anni del Novecento, di cui siamo rimasti prigionieri.
Visto che non abbiamo cose di valore in casa e che qualsiasi scassinatore la aprirebbe oggi in tre secondi netti, la teniamo aperta e la usiamo come armadietto.
Non è a combinazione, ma ha due serrature con chiavi diverse e una terza chiave apre uno scaffaletto con sportellino che è all'interno.
Ne siamo rimasti prigionieri nel senso che negli anni Trenta venne dalla Brianza, da una villa che aveva uno zio di mia nonna.
Quando lui morì, vendettero la casa e la cassaforte seguì la vedova a Trieste.
Ripeto: venne dalla Brianza negli Anni Trenta senza problemi e senza problemi salì le scale, entrò in casa e si fermò nell'angolo più lontano.
E prima ancora, all'inizio del secolo scorso, viaggiò dalla fabbrica milanese alla Brianza e fu collocata nella villa.
Quando dovemmo sgomberare l'appartamento, cominciarono i drammi: nessuno era in grado di far spostare di poche stanze la cassaforte, finchè lo fece a carissimo prezzo una ditta di traslochi munita di macchinario apposito.
Sai i macchinari che avevano negli anni Trenta... forti braccia e buona volontà, immagino.
Non sempre il progresso porta vantaggi.
In ogni caso ora sta là, incassata in una libreria nel suo spazio ricavato apposta.
Da quando io la ricordo, era dipinta di color crema, poi avrebbe dovuto essere ridipinta nel classico color "verde cassaforte", ma il serbo che fece il lavoro aveva le idee confuse e ora ha questo tremendo color verde brillante.
Peccato perchè in origine doveva essere del bel colore radica di legno che si vede ancora all'interno dov'è tuttora incollato il marchio della fabbrica.
Il mobiletto sotto è di legno, anche se pare di metallo anche lui.
Quando venderemo la casa, la cassaforte è compresa.
Visto che non abbiamo cose di valore in casa e che qualsiasi scassinatore la aprirebbe oggi in tre secondi netti, la teniamo aperta e la usiamo come armadietto.
Non è a combinazione, ma ha due serrature con chiavi diverse e una terza chiave apre uno scaffaletto con sportellino che è all'interno.
Ne siamo rimasti prigionieri nel senso che negli anni Trenta venne dalla Brianza, da una villa che aveva uno zio di mia nonna.
Quando lui morì, vendettero la casa e la cassaforte seguì la vedova a Trieste.
Ripeto: venne dalla Brianza negli Anni Trenta senza problemi e senza problemi salì le scale, entrò in casa e si fermò nell'angolo più lontano.
E prima ancora, all'inizio del secolo scorso, viaggiò dalla fabbrica milanese alla Brianza e fu collocata nella villa.
Quando dovemmo sgomberare l'appartamento, cominciarono i drammi: nessuno era in grado di far spostare di poche stanze la cassaforte, finchè lo fece a carissimo prezzo una ditta di traslochi munita di macchinario apposito.
Sai i macchinari che avevano negli anni Trenta... forti braccia e buona volontà, immagino.
Non sempre il progresso porta vantaggi.
In ogni caso ora sta là, incassata in una libreria nel suo spazio ricavato apposta.
Da quando io la ricordo, era dipinta di color crema, poi avrebbe dovuto essere ridipinta nel classico color "verde cassaforte", ma il serbo che fece il lavoro aveva le idee confuse e ora ha questo tremendo color verde brillante.
Peccato perchè in origine doveva essere del bel colore radica di legno che si vede ancora all'interno dov'è tuttora incollato il marchio della fabbrica.
Il mobiletto sotto è di legno, anche se pare di metallo anche lui.
Quando venderemo la casa, la cassaforte è compresa.
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venerdì 12 febbraio 2016
La Sedia a Dondolo "Thonet"
A casa mia era diffuso il concetto del ninnolo enorme.
Nessuno batterà mai mio padre che fece portare a casa un pianoforte a mezzacoda a scopo puramente ornamentale, però anche questa sedia a dondolo "Thonet" si difende.
E' in casa dalla notte dei tempi, probabilmente se la son portata dietro dalla casa precedente e dovrebbe risalire ai primi del Novecento.
Per molti anni è stata in condizioni precarie, per cui c'era il divieto assoluto di sedersi, l'ho fatta restaurare, ma continuiamo a non usarla per sederci per una specie di blocco psicologico da trauma infantile.
Legno ritorto, vera paglia di Vienna (la seduta è stata sostituita, lo schienale è ancora quello originale).
Credo che ogni nonna ne avesse una, a un certo punto della storia borghese.
Nessuno batterà mai mio padre che fece portare a casa un pianoforte a mezzacoda a scopo puramente ornamentale, però anche questa sedia a dondolo "Thonet" si difende.
E' in casa dalla notte dei tempi, probabilmente se la son portata dietro dalla casa precedente e dovrebbe risalire ai primi del Novecento.
Per molti anni è stata in condizioni precarie, per cui c'era il divieto assoluto di sedersi, l'ho fatta restaurare, ma continuiamo a non usarla per sederci per una specie di blocco psicologico da trauma infantile.
Legno ritorto, vera paglia di Vienna (la seduta è stata sostituita, lo schienale è ancora quello originale).
Credo che ogni nonna ne avesse una, a un certo punto della storia borghese.
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mercoledì 30 settembre 2015
Stufa in ghisa "Phoebus 83"
Non so quale sia l'oggetto più piccolo che ho ritrovato tra cassetti, armadi e sgabuzzini.
Ma so qual è il più grande.
E' questa bellissima stufa austriaca in ghisa "Phoebus 83", probabilmente datata negli anni 20 o 30, fortunosamente scoperta in una nicchia che era stata murata.
Purtroppo non sono riuscita a sapere notizie più precise.
Esiste una stufa "Phoebus 85" su un sito, ma è tutta in ghisa, senza la lacca rossa che ha questa.
Immagino fosse un modello di lusso.
E' davvero bellissima, rifinita in ogni particolare... il coperchio è decorato e forse non si vedono bene nella foto, ma le zampette sono dei delfini.
Ci è piaciuta tanto che, pur non avendo un posto per installarla e usarla per scaldare, l'abbiamo messa in salotto come soprammobilone.
Ma so qual è il più grande.
E' questa bellissima stufa austriaca in ghisa "Phoebus 83", probabilmente datata negli anni 20 o 30, fortunosamente scoperta in una nicchia che era stata murata.
Purtroppo non sono riuscita a sapere notizie più precise.
Esiste una stufa "Phoebus 85" su un sito, ma è tutta in ghisa, senza la lacca rossa che ha questa.
Immagino fosse un modello di lusso.
E' davvero bellissima, rifinita in ogni particolare... il coperchio è decorato e forse non si vedono bene nella foto, ma le zampette sono dei delfini.
Ci è piaciuta tanto che, pur non avendo un posto per installarla e usarla per scaldare, l'abbiamo messa in salotto come soprammobilone.
sabato 8 marzo 2014
Macchina da scrivere Underwood n°5
Mica c'è solo lo Chanel n°5, c'è pure la Underwood n°5.
Questa mi pare abbia scritto da qualche parte che risale agli anni '910... 1912 forse.
Sinceramente: è appoggiata in un luogo alto e non mi andava di fare sforzi per controllare la data.
Sempre stata in casa, questa.
Comperata all'epoca da qualche zio è rimasta in giro... chi la butta una cosa del genere, in una famiglia che non ha mai buttato niente per cent'anni e passa?
Ci ho passato ore e ore, da bambina, a battere sui suoi tastoni rotondi... penso di esser stata una delle persone che ha imparato a cambiare il nastro di una macchina da scrivere in più giovane età.
Credo che abbia un'incrinatura da qualche parte perchè a un certo punto devo averla fatta cadere (nella riprovazione generale)... ma è bella da vedere e funziona perfettamente.
Un po' ingombrantina come soprammobile, ma bella.
Questa mi pare abbia scritto da qualche parte che risale agli anni '910... 1912 forse.
Sinceramente: è appoggiata in un luogo alto e non mi andava di fare sforzi per controllare la data.
Sempre stata in casa, questa.
Comperata all'epoca da qualche zio è rimasta in giro... chi la butta una cosa del genere, in una famiglia che non ha mai buttato niente per cent'anni e passa?
Ci ho passato ore e ore, da bambina, a battere sui suoi tastoni rotondi... penso di esser stata una delle persone che ha imparato a cambiare il nastro di una macchina da scrivere in più giovane età.
Credo che abbia un'incrinatura da qualche parte perchè a un certo punto devo averla fatta cadere (nella riprovazione generale)... ma è bella da vedere e funziona perfettamente.
Un po' ingombrantina come soprammobile, ma bella.
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