lunedì 20 febbraio 2017

Coppia di vasi giapponesi.

Una delle poche cose (poche, almeno, rispetto a quante ne ho dell'altro ramo della famiglia) che mi sono arrivate dai nonni materni.
Coppia di vasi giapponesi di porcellana decorata che son stati ai lati sulla credenza nella loro stanza da pranzo da sempre.
Io, ovviamente, non so niente di vasi.
Una ricerca che ho fatto dice che il marchio composto da un cerchio con dentro una croce dovrebbe contraddistinguere i "vasi Satsuma" che esistono da centinaia di anni.
In rete ce ne sono moltissimi, ma non assomigliano tanto a questi... sono tutti meno bitorzoluti.
Non so datare i vasi.
So solo che dovrebbero essere stati acquistati attorno al 1900 o poco dopo.





domenica 19 febbraio 2017

Nino Perizi: "Toro" 1956

Disegno a inchiostro che rappresenta un toro trafitto dalle banderillas firmato da Nino Perizi.
Il pittore e scultore triestino (1917-1994) negli anni Cinquanta, quando ancora era nel periodo figurativo, fece dei viaggi in Spagna di cui restano numerosi quadri e disegni che raffigurano soggetti di ispirazione iberica.
Sul disegno io leggo "Madrid '56".
Perizi conosceva i miei genitori per cui abbiamo alcune sue opere in casa, soprattutto dei suoi ultimi anni.
Questo toro invece era dei miei nonni materni e rispetta i limiti di tempo del blog.

sabato 18 febbraio 2017

Tazze e bicchiere per bimbi anni 50

Questi invece erano miei e risalgono alla fine degli Anni Cinquanta.
Tazza con manichetti e bicchierino per bimbi con l'immagine di Topolino e scodella con Paperino.
Sotto c'è il marchio "Mel Sampa ", una ditta che produce plastica ancor oggi.
Erano i primi esperimenti di oggetti casalinghi in plastica e infatti sembrano di un materiale che è una via di mezzo tra la plastica odierna e la bachelite.
Robustissimi e con il disegno indelebile.
C'era, mi ricordo, anche un piatto, ma quello è andato perso.
Mia madre li comprò come "novità" perchè le sembravano più sicuri rispetto agli altri materiali tradizionali per una bambina molto piccola... e, visto che sono ancora interi e senza la minima scheggiatura dopo quasi sessant'anni, aveva ragione.






  

venerdì 17 febbraio 2017

Bimba con cappello e collana 1903

Foto di mia nonna paterna alla presumibile età di due anni.
Quindi dovrebbe essere del 1903.
Curiosa l'usanza, che ho visto anche in altre foto dell'epoca o precedenti, di ornare le bimbe con delle collane (questa si direbbe di coralli) che all'occhio moderno sembrano fuori luogo o perfino pericolose.

giovedì 16 febbraio 2017

Boccale per birra, Monaco 1910

Un boccale tedesco per birra in rappresentanza dei molti che tutti noi abbiamo (o abbiamo avuto) in casa.
Senza essere collezionisti e senza nemmeno accorgersene, si finisce per averne sempre almeno una decina sparsi qua e là.
Ho scelto questo perchè ha qualche curiosità.
E' un boccale fatto per un battaglione dell'Aviazione Tedesca di stanza a Monaco nel 1910 e porta scritti i nomi di tutti gli ufficiali e, cosa meno marziale, la porcellana sul fondo è lavorata in modo da mostrare in trasparenza una donnina nuda, come premio a chi si scolava il boccale fino in fondo.
Si vede, infatti, solo alzando il boccale verso la luce.
Il coperchio, con un'aquila, è di peltro.









mercoledì 15 febbraio 2017

Novità 1955

Foto di mio padre, Lino Carpinteri, che posa in salotto con le novità del 1955 per la famiglia.
Il libro di Carpinteri & Faraguna appena uscito (che ha come titolo la targa automobilistica "Trieste 1955") e una bambina con gli occhi tondi.

martedì 14 febbraio 2017

Binocolo Zeiss Prima Guerra Mondiale

Il binocolo da Ufficiale della Prima Guerra Mondiale di mio nonno paterno.
Ha i marchi "Carl Zeiss Jena" ed "E.I." con la corona e una scritta con il numero di matricola e l'indicazione che ha 8x di ingrandimento.
E' nello stato in cui è normale che sia un binocolo che ha girato per casa per cent'anni ed è anche stato usato parecchio.
Il nero che copre l'ottone si è consumato in vari punti, ma la pelle che lo ricopre è intatta.
Sono stati sostituiti i due pezzi che si appoggiano sugli occhi perché uno si era rotto.
In origine erano di metallo, mi pare di ricordare.
Ma la parte ottica non ha danni ed è ancora un buon cannocchiale.




lunedì 13 febbraio 2017

Collana con ciondolo Liberty

Collana d'argento con ciondolo in argento, piccole perle e minuscoli brillantini, stile (e suppongo epoca) Liberty.
Non è di famiglia, ma è stato comprato più recentemente come gioiello antico.
Il ciondolo ha su una faccia una donna con un fiore che manda un bacio (o si preoccupa o sbadiglia) e sull'altra una rondine che vola sul mare.
Ma a me piace la catena con i fiorellini.



domenica 12 febbraio 2017

Tagliacarte pubblicitario Bosch (anni Venti?)

Tagliacarte pubblicitario omaggio della Bosch, reduce di molte battaglie.
Penso che sia di prima del 1932 perché lo zio di mia nonna, avvocato che aveva la Bosch tra i clienti, è morto in quell'anno.



sabato 11 febbraio 2017

Guido e Ado Frigessi (1947 circa)

Mio padre (a sinistra) fotografato su delle Rive nebbiose assieme ai fratelli Guido (al centro) e Ado Frigessi, suoi amici d'infanzia e figli del Direttore Generale (e comproprietario) della RAS.
C'era anche una sorella, Delia, che appare in altre foto e che era una bellissima ragazza.
Sulla famiglia Frigessi di Rattalma, sulla RAS e sui loro rapporti con la storia economica di Trieste si trova molto in rete, compresa una pagina di Wikipedia straordinariamente curata e dettagliata.
Quindi è inutile che io ne faccia una versione di sicuro meno efficace.
Dirò invece che la foto dev'essere del 1947 circa perchè la famiglia Frigessi, vittima delle persecuzioni razziali, andò via da Trieste nel 1943 per tornarvi nel 1946.
Guido Frigessi, suo coetaneo, era il migliore amico di mio padre che lo ricordava sempre con affetto, anche se il trasferimento di entrambi i fratelli in altre città rese poi, con gli anni, i rapporti sempre più sporadici.
Quando mio padre avrà un figlio maschio lo chiamerà Guido come Frigessi.

venerdì 10 febbraio 2017

In morte di Gianni Bartoli (1973)

Articolo da "Il Piccolo", datato 6 aprile 1973 scritto da Lino Carpinteri in occasione dei funerali di Gianni Bartoli, nato a Rovigno d'Istria nel 1900 e sindaco di Trieste tra il 1949 e il 1957.
La prima colonna continua per tutta la pagina.
(Se il testo dovesse apparire sfocato, cliccando sulle immagini si dovrebbe leggere meglio. Ma dipende molto dai browser e dalle visualizzazioni individuali). 





giovedì 9 febbraio 2017

Psicopatologia sessuale della donna sadomaso 1928

Libro tedesco del 1928 di circa 200 pagine molto lussuoso in carta patinata e tante illustrazioni (cioè costoso) che tratta la psicopatologia della "donna crudele" nell'ambito sessuale.
Scritto da un medico, in realtà usa (come succedeva spesso all'epoca) la scusa della scienza per mostrare più chiappone possibile.
Ci sono vari capitoli e io non so il tedesco, ma alla fine si tratta sempre di signore più o meno discinte che infliggono o subiscono punizioni di ogni genere.
Certe illustrazioni fanno ridere, altre sono belle e altre ancora fanno un pochino senso.
Ne pubblico una trentina, ma il libro ha illustrazioni quasi in ogni pagina, più parecchie tavole fuori testo tra cui alcune a colori.
Piegata all'interno, c'era la sovracopertina.