Due foto del film tedesco "Wildvogel" (Uccello selvatico), uscito in Germania nel dicembre del 1943.
Vista la data, il film dev'essere stato proiettato in qualche sala di Trieste durante l'occupazione tedesca della città.
Probabilmente le foto facevano la funzione di locandine ed erano appese nel cinema (hanno tracce di colla con attaccati pezzi di carta rossa sul retro) e poi qualcuno se le deve essere portate a casa.
Il motivo sfugge perché il film non era niente di che e non vi recitavano divi.
Non se ne trova quasi traccia da nessuna parte.
L'unica cosa interessante è il marchio stampato in basso a destra con l'aquila, la svastica e una scritta la cui traduzione è circa "approvato dal controllo dei film" che suppongo fosse una qualche censura nazista.
mercoledì 14 marzo 2018
Foto di film tedesco, 1944. (Wildvogel)
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martedì 13 marzo 2018
"I Filibustieri" di Cecil B. DeMille (1938)
Locandina de "I Filibustieri" , film Paramount del 1938, regia di Cecil B. DeMille con Fredric March.
Titolo originale "The Buccaneer".
Bucanieri e Filibustieri non sono esattamente la stessa cosa, ma all'epoca non si sottilizzava troppo.
Film non famoso di cui trent'anni dopo DeMille iniziò un remake con Anthony Quinn (all'epoca suo genero), ma si ammalò e dovette affidarlo ad altri.
Fredric March fu invece un grande e longevo attore.
Titolo originale "The Buccaneer".
Bucanieri e Filibustieri non sono esattamente la stessa cosa, ma all'epoca non si sottilizzava troppo.
Film non famoso di cui trent'anni dopo DeMille iniziò un remake con Anthony Quinn (all'epoca suo genero), ma si ammalò e dovette affidarlo ad altri.
Fredric March fu invece un grande e longevo attore.
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martedì 6 marzo 2018
Gable e Crawford in "Amore in corsa" (1936)
Locandina di "Amore in corsa", film MGM del 1936 di cui non restano tracce nella storia del cinema.
Joan Crawford e Clark Gable, storia romantica.
Sulla locandina: pubblicità di una raccolta di figurine con i divi del cinema legata a un concorso a premi.
Joan Crawford e Clark Gable, storia romantica.
Sulla locandina: pubblicità di una raccolta di figurine con i divi del cinema legata a un concorso a premi.
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lunedì 5 marzo 2018
"L' abboccamento" e "Novissimo Druse" (I lunedì di Mirko 38)
Con la poesia "L'abboccamento" si chiude "Druse Mirko Opera Omnia" (Carpinteri e Faraguna, Edizioni La Cittadella, 1954).
La penultima poesia che trovate QUI l'ho pubblicata tempo fa.
In entrambe si parla del "Memorandum" che regola le Zone A e B dopo la fine del TLT.
Mirko si reca dal Prefetto a nome dei propri compaesani e grazie a una serie di fraintendimenti linguistici si ritrova ad avere un buon posto di lavoro, concludendo felicemente la propria avventura.
Alla fine del libro c'è un glossario dei termini intitolato "Il novissimo Druse" (originariamente "Il novissimo Dreck" che faceva più ridere, ma venne cambiato, come nel resto del libro, in omaggio a un clima più disteso che però non fu molto recepito dagli sloveni che non perdoneranno Mirko ai suoi autori fino alla loro morte e probabilmente anche dopo).
Pubblico il glossario assieme ad alcuni disegni di Renzo Kollmann rimasti indietro.
Spero che questo mio lavoro di ripubblicazione di Mirko serva sia a farlo conoscere a qualcuno (non è mai stato ristampato) sia a mostrare quanto lieve sia, soprattutto in rapporto agli anni difficili in cui nacque e che lo avevano preceduto, questo personaggetto di due autori che quando lo crearono erano poco più che ventenni e che fu ed è demonizzato e avversato dalla minoranza slovena in modo che personalmente situerei tra l'esagerato e il ridicolo.
La penultima poesia che trovate QUI l'ho pubblicata tempo fa.
In entrambe si parla del "Memorandum" che regola le Zone A e B dopo la fine del TLT.
Mirko si reca dal Prefetto a nome dei propri compaesani e grazie a una serie di fraintendimenti linguistici si ritrova ad avere un buon posto di lavoro, concludendo felicemente la propria avventura.
Alla fine del libro c'è un glossario dei termini intitolato "Il novissimo Druse" (originariamente "Il novissimo Dreck" che faceva più ridere, ma venne cambiato, come nel resto del libro, in omaggio a un clima più disteso che però non fu molto recepito dagli sloveni che non perdoneranno Mirko ai suoi autori fino alla loro morte e probabilmente anche dopo).
Pubblico il glossario assieme ad alcuni disegni di Renzo Kollmann rimasti indietro.
Spero che questo mio lavoro di ripubblicazione di Mirko serva sia a farlo conoscere a qualcuno (non è mai stato ristampato) sia a mostrare quanto lieve sia, soprattutto in rapporto agli anni difficili in cui nacque e che lo avevano preceduto, questo personaggetto di due autori che quando lo crearono erano poco più che ventenni e che fu ed è demonizzato e avversato dalla minoranza slovena in modo che personalmente situerei tra l'esagerato e il ridicolo.
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lunedì 26 febbraio 2018
"Guerra e pace" (I lunedì di Mirko, 37)
Nella poesia "Guerra e pace" Mirko, nell'imminenza della fine del TLT, ricorda le divise che ha vestito durante la propria vita.
Nelle note, la poesia "Scandalo" in cui Mirko vive una notte di bagordi (probabilmente ispirata al caso Montesi, delitto famosissimo all'epoca).
(Poesia tratta, come le altre, da "Druse Mirko, Opera Omnia", Carpinteri e Faraguna, Edizioni La Cittadella, 1954).
Nelle note, la poesia "Scandalo" in cui Mirko vive una notte di bagordi (probabilmente ispirata al caso Montesi, delitto famosissimo all'epoca).
(Poesia tratta, come le altre, da "Druse Mirko, Opera Omnia", Carpinteri e Faraguna, Edizioni La Cittadella, 1954).
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venerdì 23 febbraio 2018
"Il Giornalino della Domenica"(4) maggio 1908
Ancora un numero de "Il Giornalino della Domenica", datato 3 maggio 1908.
Non ha moltissime illustrazioni, qualche pubblicità interessante, racconti e poesie e un lungo articolo dedicato all'inaugurazione del monumento di Garibaldi a Sanremo.
Edito da Bemporad di Firenze, il "Giornalino" fu diretto per parecchi anni da Luigi Bertelli (Vamba).
Non ha moltissime illustrazioni, qualche pubblicità interessante, racconti e poesie e un lungo articolo dedicato all'inaugurazione del monumento di Garibaldi a Sanremo.
Edito da Bemporad di Firenze, il "Giornalino" fu diretto per parecchi anni da Luigi Bertelli (Vamba).
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martedì 20 febbraio 2018
"Atlantic", 1929
Locandina del film britannico "Atlantic" del 1929, che uscì in Italia nel 1930.
Ne furono girate diverse versioni, in diverse lingue.
La versione inglese fu prodotta sia muta sia sonora.
Fu il primo film sonoro proiettato in Germania e uno dei primissimi in Francia.
In Danimarca rimase muto.
La locandina pubblicizza il regista E.A. Dupont e parla dei "più grandi attori europei" senza fare nomi.
Tratto da una commedia, racconta ovviamente la tragedia del "Titanic", ma il titolo fu poi cambiato in "Atlantic" per vari motivi.
Fu probabilmente questo film a legare per sempre nell'immaginario collettivo la fine del "Titanic" con l'orchestrina di bordo che suona l'inno "Più vicino a Te, mio Dio".
Ne furono girate diverse versioni, in diverse lingue.
La versione inglese fu prodotta sia muta sia sonora.
Fu il primo film sonoro proiettato in Germania e uno dei primissimi in Francia.
In Danimarca rimase muto.
La locandina pubblicizza il regista E.A. Dupont e parla dei "più grandi attori europei" senza fare nomi.
Tratto da una commedia, racconta ovviamente la tragedia del "Titanic", ma il titolo fu poi cambiato in "Atlantic" per vari motivi.
Fu probabilmente questo film a legare per sempre nell'immaginario collettivo la fine del "Titanic" con l'orchestrina di bordo che suona l'inno "Più vicino a Te, mio Dio".
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lunedì 19 febbraio 2018
"Accadde una notte" (I lunedì di Mirko, 36)
Con "Accadde una notte" inizia l'ultimo libro di Mirko ("Doberdàn, Senòr Prefetto") raccolto in "Druse Mirko, Opera Omnia" (Carpinteri e Faraguna, Edizioni La Cittadella, 1954).
È giunto il giorno della partenza da Trieste degli angloamericani e della fine del periodo del TLT.
È giunto il giorno della partenza da Trieste degli angloamericani e della fine del periodo del TLT.
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lunedì 12 febbraio 2018
"Arrivano i nostri..." ( I lunedì di Mirko, 35)
La missione jugoslava a Roma per stabilire i confini delle Zone "A" e "B" è quasi terminata, ma Mirko la abbandona precipitosamente quando sente dire che Basovizza, dove egli abita, potrebbe far parte della zona Jugoslava e torna a casa per salvare il salvabile.
(Da "Druse Mirko, Opera Omnia", Carpinteri e Faraguna, Edizioni La Cittadella, 1954).
(Da "Druse Mirko, Opera Omnia", Carpinteri e Faraguna, Edizioni La Cittadella, 1954).
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lunedì 5 febbraio 2018
"Molo Sesto" ( I lunedì di Mirko, 34)
Le poesie di Mirko contenute in "Druse Mirko, Opera Omnia" (di Carpinteri e Faraguna, Edizioni La Cittadella, 1954) stanno quasi per finire.
In "Molo Sesto", Mirko si trova ancora a Roma con la delegazione jugoslava per trattare la definizione dei confini.
Trovandosi però al Lido di Ostia, fa conoscenza anche con il jet-set mondano della Capitale, per poi risolvere a modo proprio il problema del "Molo Sesto".
In "Molo Sesto", Mirko si trova ancora a Roma con la delegazione jugoslava per trattare la definizione dei confini.
Trovandosi però al Lido di Ostia, fa conoscenza anche con il jet-set mondano della Capitale, per poi risolvere a modo proprio il problema del "Molo Sesto".
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sabato 3 febbraio 2018
"Napoleone" di Abel Gance (1927)
Locandina a libretto con più pagine per "Napoleone" di Abel Gance proiettato al Politeama Rossetti di Trieste.
Il film uscì nel 1927, ma la datazione della locandina non è facile perché "Napoleone" di Gance ebbe molte edizioni, con modifiche e/o tagli nel 1928 e nel 1935, per poi venire riscoperto, restaurato e rimontato anche verso la fine del Novecento e nei primi anni di questo secolo.
La versione originale dura più di cinque ore.
Considerate le date delle altre locandine trovate insieme a questa, potrebbe essere del 1927, del 1928, ma anche del 1935.
Il film uscì nel 1927, ma la datazione della locandina non è facile perché "Napoleone" di Gance ebbe molte edizioni, con modifiche e/o tagli nel 1928 e nel 1935, per poi venire riscoperto, restaurato e rimontato anche verso la fine del Novecento e nei primi anni di questo secolo.
La versione originale dura più di cinque ore.
Considerate le date delle altre locandine trovate insieme a questa, potrebbe essere del 1927, del 1928, ma anche del 1935.
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venerdì 2 febbraio 2018
"Momenti di Trieste" Federico Pagnacco 1951
Trovato questo libro (poco più di cento pagine) abbastanza singolare e a suo modo interessante.
Scritto nel 1951 da Federico Pagnacco tratta i rapporti della minoranza slava con Trieste più o meno dall'inizio del secolo e dell'italianità della città.
Il libro non fa nemmeno finta di non essere di parte: edito da una casa specializzata in libri di pubblicità e propaganda è scritto appunto da Pagnacco che era (stato) fascista molto attivo e fondatore del giornale "La Porta Orientale" sotto il Fascismo quando aveva collaborato giornalisticamente anche con Farinacci.
Quindi si può immaginare come la pensasse sugli slavi e sull'indiscutibilità dell' italianità di Trieste.
Ciononpertanto avanza critiche al Fascismo e riconosce che una maggior generosità e apertura verso gli slavi avrebbe impedito che i rapporti tra italiani e slavi (che all'inizio del Fascismo erano abbastanza tranquilli) si indurissero ed esacerbassero.
Ferma restando la posizione di parte dell'autore con sentimenti che non nasconde, i fatti che racconta sono reali (si rivolgeva a persone che li avevano appena vissuti e quindi li conoscevano bene) e non mente di sicuro sui numeri, come quelli delle elezioni del 1949.
Tra pubblicare pagine sparse di tutto il libro o solo qualche capitolo interamente o quasi, ho scelto la seconda possibilità, pur eliminando così tutta la prima parte e lasciando più spazio ai fatti più recenti.
(Se qualche immagine apparisse sfocata, cliccandoci sopra si dovrebbe vedere meglio).
Scritto nel 1951 da Federico Pagnacco tratta i rapporti della minoranza slava con Trieste più o meno dall'inizio del secolo e dell'italianità della città.
Il libro non fa nemmeno finta di non essere di parte: edito da una casa specializzata in libri di pubblicità e propaganda è scritto appunto da Pagnacco che era (stato) fascista molto attivo e fondatore del giornale "La Porta Orientale" sotto il Fascismo quando aveva collaborato giornalisticamente anche con Farinacci.
Quindi si può immaginare come la pensasse sugli slavi e sull'indiscutibilità dell' italianità di Trieste.
Ciononpertanto avanza critiche al Fascismo e riconosce che una maggior generosità e apertura verso gli slavi avrebbe impedito che i rapporti tra italiani e slavi (che all'inizio del Fascismo erano abbastanza tranquilli) si indurissero ed esacerbassero.
Ferma restando la posizione di parte dell'autore con sentimenti che non nasconde, i fatti che racconta sono reali (si rivolgeva a persone che li avevano appena vissuti e quindi li conoscevano bene) e non mente di sicuro sui numeri, come quelli delle elezioni del 1949.
Tra pubblicare pagine sparse di tutto il libro o solo qualche capitolo interamente o quasi, ho scelto la seconda possibilità, pur eliminando così tutta la prima parte e lasciando più spazio ai fatti più recenti.
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