Foto di mio padre bambino con mia nonna (mai bella nemmeno da giovane) e le due famose zie di mia nonna, Emma e Giulia, l'una vedova dal 1932 di un avvocato e l'altra nubile (professoressa) che vivevano con loro assieme a un terzo zio, Ernesto, neanche lui sposato che "vendeva lampadine" (era in realtà rappresentante della Philips).
Furono loro a comprare la casa in cui ancora adesso viviamo.
Dev'essere circa il 1930 perché mio padre era del 1924 e qui è un bambino.
Da notare i cappelli, gli abiti in generale e il Corriere dei Piccoli in mano a mio padre.
Gli zii e i nonni Pincherle, ebrei ma generosi, crebbero mia nonna rimasta orfana di madre da bambina e in seguito accolsero come un figlio mio nonno Carpinteri, ariano e siciliano, quando sposò mia nonna, dando loro una casa e aiuto economico.
Sono stati a tutti gli effetti i soli nonni che mio padre abbia avuto.
Emma, Giulia ed Ernesto Pincherle morirono nell'agosto del 1944, ufficialmente ad Aushwitz nel giorno stesso dell'arrivo, ma probabilmente già durante il viaggio perché erano tutti sulla settantina.
martedì 4 febbraio 2020
Zie, cappelli e Corrierino. 1930 circa.
lunedì 3 febbraio 2020
Sede de "Il Piccolo", 26 ottobre1954
Il 26 ottobre 1954 Trieste torna Italiana e "Il Piccolo esce di nuovo con la propria testata.
Tra i molti festeggiamenti anche quello di giornalisti e tipografi del giornale nella sede di via Silvio Pellico.
In questa foto (scattata direi in tipografia) riconosco solo mio padre, Lino Carpinteri, trentenne (a destra nel gruppo centrale con gli occhiali e il giornale in mano) e il direttore Chino Alessi (a sinistra con l'abito chiaro).
Tra i molti festeggiamenti anche quello di giornalisti e tipografi del giornale nella sede di via Silvio Pellico.
In questa foto (scattata direi in tipografia) riconosco solo mio padre, Lino Carpinteri, trentenne (a destra nel gruppo centrale con gli occhiali e il giornale in mano) e il direttore Chino Alessi (a sinistra con l'abito chiaro).
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lunedì 27 gennaio 2020
Altre bimbe in prima elementare (1937)
La classe di prima elementare di mia madre, che è la terza da destra nella fila centrale.
L' anno scolastico dovrebbe essere il 1937/38.
Adesso che ci penso, non so in che scuola mia madre abbia fatto le elementari.
Visto che i bambini sono bambini, solo le pettinature fanno intuire che la foto è di oltre ottant'anni fa.
L' anno scolastico dovrebbe essere il 1937/38.
Adesso che ci penso, non so in che scuola mia madre abbia fatto le elementari.
Visto che i bambini sono bambini, solo le pettinature fanno intuire che la foto è di oltre ottant'anni fa.
venerdì 24 gennaio 2020
Bimbe in prima elementare (1962)
Foto della mia classe di prima elementare, giugno 1962.
Scuola Ferruccio Dardi (da tutti detta "di via Giotto").
Avevamo un grembiule bianco con il fiocco bianco a pallini blu (comprato rigorosamente da "Culot", il cui nome ci faceva ovviamente ridere).
Ogni classe si distingueva dai colori del fiocco.
La maestra si chiamava Alberta Penso, era piccola, grassa e simpatica.
E anche brava... più o meno ho campato tutta la vita sulle basi di quanto imparato alle elementari
Io sono l'unica bambina senza le calze bianche, che mia madre detestava.
Ho sempre avuto calzini, calzettoni e collant di lana (che al tempo si chiamavano "calzebraghe") colorati.
Da allora mi è rimasta l'idea che le calze debbano essere colorate e non ho mai portato neanche da grande le calze velate che mi sembrano orrende.
Mi ricordo i nomi di tutte le bambine della foto... anche se ho perso completamente i contatti con loro, a parte un paio che incontro per strada.
Tra i ricordi di famiglia: mia nonna materna era stata a scuola con le sorelle di Ferruccio Dardi che era anzi più piccolo di loro e veniva ricordato da lei come "Ferruccio bambìn"... a me questo faceva sembrare mia nonna vecchissima, anche se allora aveva meno anni di quanti io ne abbia adesso.
Scuola Ferruccio Dardi (da tutti detta "di via Giotto").
Avevamo un grembiule bianco con il fiocco bianco a pallini blu (comprato rigorosamente da "Culot", il cui nome ci faceva ovviamente ridere).
Ogni classe si distingueva dai colori del fiocco.
La maestra si chiamava Alberta Penso, era piccola, grassa e simpatica.
E anche brava... più o meno ho campato tutta la vita sulle basi di quanto imparato alle elementari
Io sono l'unica bambina senza le calze bianche, che mia madre detestava.
Ho sempre avuto calzini, calzettoni e collant di lana (che al tempo si chiamavano "calzebraghe") colorati.
Da allora mi è rimasta l'idea che le calze debbano essere colorate e non ho mai portato neanche da grande le calze velate che mi sembrano orrende.
Mi ricordo i nomi di tutte le bambine della foto... anche se ho perso completamente i contatti con loro, a parte un paio che incontro per strada.
Tra i ricordi di famiglia: mia nonna materna era stata a scuola con le sorelle di Ferruccio Dardi che era anzi più piccolo di loro e veniva ricordato da lei come "Ferruccio bambìn"... a me questo faceva sembrare mia nonna vecchissima, anche se allora aveva meno anni di quanti io ne abbia adesso.
giovedì 23 gennaio 2020
Lega Italiana per la Tutela degli Interessi Nazionali (1921 circa)
Cartolina, trovata tra le pagine di un vecchio libro, per l'iscrizione alla Lega Italiana per la Tutela degli Interessi Nazionali.
Da quel poco che ho trovato, la Lega, fondata nel 1920 da due patrioti già irredentisti: il veneziano Giovanni Giuriati e il triestino Oscar Sinigaglia, aveva come scopo la tutela degli italiani all'Estero e di creare, attraverso gli italiani all'Estero più influenti, una rete di contatti per l'espansione soprattutto economica, ma anche culturale e politica italiana fuori dai confini nazionali con particolare attenzione ai Paesi dell'Est Europa.
Da quel poco che ho trovato, la Lega, fondata nel 1920 da due patrioti già irredentisti: il veneziano Giovanni Giuriati e il triestino Oscar Sinigaglia, aveva come scopo la tutela degli italiani all'Estero e di creare, attraverso gli italiani all'Estero più influenti, una rete di contatti per l'espansione soprattutto economica, ma anche culturale e politica italiana fuori dai confini nazionali con particolare attenzione ai Paesi dell'Est Europa.
domenica 19 gennaio 2020
Giovanotti nel 1954
Tre giovanotti triestini non ancora trentenni nei primi mesi del 1954.
Avranno vite e destini diversi.
A sinistra, Gianni Tamaro (1924/1998), il papà di Susanna e dei suoi due fratelli, che pochi anni dopo si trasferirà lontano, avrà una vita spesso complicata e perderà quasi del tutto i contatti con gli amici.
Al centro, Gianpaolo de Ferra (1929/2015) che invece rimarrà a Trieste e sarà uno degli avvocati più noti, professore e rettore all'Università e membro importante della società culturale cittadina per moltissimi anni.
A destra, Lino Carpinteri (1924/2013), mio papà: anche lui rimarrà a Trieste e sarà giornalista, autore di testi radiofonici e teatrali e scrittore.
Questa, con altre dello stesso rullino, rappresenta la prima apparizione di foto a colori sull'album di famiglia.
Avranno vite e destini diversi.
A sinistra, Gianni Tamaro (1924/1998), il papà di Susanna e dei suoi due fratelli, che pochi anni dopo si trasferirà lontano, avrà una vita spesso complicata e perderà quasi del tutto i contatti con gli amici.
Al centro, Gianpaolo de Ferra (1929/2015) che invece rimarrà a Trieste e sarà uno degli avvocati più noti, professore e rettore all'Università e membro importante della società culturale cittadina per moltissimi anni.
A destra, Lino Carpinteri (1924/2013), mio papà: anche lui rimarrà a Trieste e sarà giornalista, autore di testi radiofonici e teatrali e scrittore.
Questa, con altre dello stesso rullino, rappresenta la prima apparizione di foto a colori sull'album di famiglia.
sabato 18 gennaio 2020
Cappellini 1953
Due foto del 1953 di mia madre con alcune amiche e i cappellini che al tempo erano di moda.
Nella prima foto, mia madre Novella è a destra e a sinistra c'è Viviana Costa. Al centro, una signora di cui non so il nome.
Nella seconda foto, mia madre è tra mio padre e Marga Vidusso. Dietro passano Roberto "Beto" Costa e Giorgio Vidusso.
Nel 1953, le signore ritratte avevano tra i 22 e i 25 anni circa e i signori erano sotto i trent'anni.
Nella prima foto, mia madre Novella è a destra e a sinistra c'è Viviana Costa. Al centro, una signora di cui non so il nome.
Nella seconda foto, mia madre è tra mio padre e Marga Vidusso. Dietro passano Roberto "Beto" Costa e Giorgio Vidusso.
Nel 1953, le signore ritratte avevano tra i 22 e i 25 anni circa e i signori erano sotto i trent'anni.
venerdì 17 gennaio 2020
Trattorie del Carso 1960
Opuscolo di una quarantina di pagine: "Trattorie del Carso", 1960.
Testo e disegni di Romano De Mejo, a cura dell'Ente Provinciale per il Turismo di Trieste, Lire 300.
Una panoramica delle trattorie del Carso nel 1960.
Oggi sono quasi tutte scomparse o hanno cambiato destinazione.
Pochi giorni fa ha chiuso anche il "Diana" di Opicina, meta per decenni delle famiglie triestine e per molti anni "succursale" di casa mia, visto che mia mamma non amava cucinare.
Non potendo pubblicare tutto l'opuscolo, propongo le pagine riguardanti Opicina e immediate vicinanze.
L'autore, Romano De Mejo, era giornalista e amico di mio padre.
Per tutti noi ragazzini cresciuti negli anni Sessanta era soprattutto il proprietario di "Natura Viva" in Viale XX Settembre e principale fornitore di animaletti di casa.
Testo e disegni di Romano De Mejo, a cura dell'Ente Provinciale per il Turismo di Trieste, Lire 300.
Una panoramica delle trattorie del Carso nel 1960.
Oggi sono quasi tutte scomparse o hanno cambiato destinazione.
Pochi giorni fa ha chiuso anche il "Diana" di Opicina, meta per decenni delle famiglie triestine e per molti anni "succursale" di casa mia, visto che mia mamma non amava cucinare.
Non potendo pubblicare tutto l'opuscolo, propongo le pagine riguardanti Opicina e immediate vicinanze.
L'autore, Romano De Mejo, era giornalista e amico di mio padre.
Per tutti noi ragazzini cresciuti negli anni Sessanta era soprattutto il proprietario di "Natura Viva" in Viale XX Settembre e principale fornitore di animaletti di casa.
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mercoledì 25 settembre 2019
Almanacco di Gotha 1907
Edizione del 1907 dell' Almanacco di Gotha (Hof-Kalender).
L' Almanacco di Gotha è stato stampato ogni anno dal 1763 al 1944 nella città di Gotha in Turingia e contiene l'elenco genealogico di tutte le famiglie regnanti e dell'aristocrazia europea con dettagliate notizie sui rispettivi Paesi.
Le edizioni dell'Almanacco variano nei contenuti a seconda degli anni.
Io non so una parola di tedesco e faccio una fatica notevole anche con i caratteri gotici.
Sono riuscita a trovare il Regno d'Italia e l' Austria-Ungheria di cui Trieste al tempo faceva parte e risulta essere la quinta città come numero di abitanti.
Ci sono solo 4 illustrazioni (stampe inserite): i ritratti del re e della regina di Norvegia e Danimarca.
Libro piccolo: circa 15cm x 12cm, ma di oltre mille pagine scritte in caratteri microscopici.
L' Almanacco di Gotha è stato stampato ogni anno dal 1763 al 1944 nella città di Gotha in Turingia e contiene l'elenco genealogico di tutte le famiglie regnanti e dell'aristocrazia europea con dettagliate notizie sui rispettivi Paesi.
Le edizioni dell'Almanacco variano nei contenuti a seconda degli anni.
Io non so una parola di tedesco e faccio una fatica notevole anche con i caratteri gotici.
Sono riuscita a trovare il Regno d'Italia e l' Austria-Ungheria di cui Trieste al tempo faceva parte e risulta essere la quinta città come numero di abitanti.
Ci sono solo 4 illustrazioni (stampe inserite): i ritratti del re e della regina di Norvegia e Danimarca.
Libro piccolo: circa 15cm x 12cm, ma di oltre mille pagine scritte in caratteri microscopici.
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martedì 24 settembre 2019
"Vita segreta di Gabriele D'Annunzio" Tom Antongini, 1938
"Vita segreta di Gabriele D'Annunzio" di Tom Antongini, Mondadori 1938 (terza edizione).
Tom Antongini (1877-1967, scrittore, giornalista e Legionario Fiumano), fu segretario di Gabriele D'Annunzio per oltre trent'anni fino alla morte del poeta, restandogli sempre accanto.
Scrisse questa biografia molto dettagliata (circa 800 pagine), mai pesante e scritta benissimo, nel corso degli anni con l'approvazione di D'Annunzio che sapeva dell'opera di Antongini senza peraltro interferire mai.
Antongini da parte sua non consentì mai all'amicizia che c'era tra di loro di cadere nella piaggeria, rimanendo sempre distaccatamente ironico nel tratteggiare sia i gesti eroici sia le piccole manie e le debolezze di un personaggio che al tempo era un mito, riportandolo nella sua dimensione umana e su cui in seguito scrisse altri due libri.
La "Vita Segreta" uscì immediatamente dopo la morte di D'Annunzio nel 1938, ma in seguito è stato ristampato solo nel 2013 dopo oltre settant'anni di dimenticanza.
Questa copia è in casa appunto dal 1938 e non è in buono stato perché l'abbiamo letta in molti.
Io la sto rileggendo dopo quarant'anni.
Consiglio il libro a tutti quelli che sono interessati alla vita reale di D'Annunzio, nell'immediatezza di chi lo conobbe meglio di chiunque altro, senza i pettegolezzi e le esagerazioni nel bene e nel male che in tanti anni le sono stati aggiunti per molti motivi.
Tom Antongini (1877-1967, scrittore, giornalista e Legionario Fiumano), fu segretario di Gabriele D'Annunzio per oltre trent'anni fino alla morte del poeta, restandogli sempre accanto.
Scrisse questa biografia molto dettagliata (circa 800 pagine), mai pesante e scritta benissimo, nel corso degli anni con l'approvazione di D'Annunzio che sapeva dell'opera di Antongini senza peraltro interferire mai.
Antongini da parte sua non consentì mai all'amicizia che c'era tra di loro di cadere nella piaggeria, rimanendo sempre distaccatamente ironico nel tratteggiare sia i gesti eroici sia le piccole manie e le debolezze di un personaggio che al tempo era un mito, riportandolo nella sua dimensione umana e su cui in seguito scrisse altri due libri.
La "Vita Segreta" uscì immediatamente dopo la morte di D'Annunzio nel 1938, ma in seguito è stato ristampato solo nel 2013 dopo oltre settant'anni di dimenticanza.
Questa copia è in casa appunto dal 1938 e non è in buono stato perché l'abbiamo letta in molti.
Io la sto rileggendo dopo quarant'anni.
Consiglio il libro a tutti quelli che sono interessati alla vita reale di D'Annunzio, nell'immediatezza di chi lo conobbe meglio di chiunque altro, senza i pettegolezzi e le esagerazioni nel bene e nel male che in tanti anni le sono stati aggiunti per molti motivi.
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lunedì 23 settembre 2019
Tito e/o Stalin. (1948)
Striscia composta da tre vignette di Renzo Kollmann per "La Cittadella" (disegno originale, ma non firmato).
Dev'essere del 1948 circa perché descrive l'alternanza della Jugoslavia di Tito tra la fedeltà al Partito Comunista Russo e una propria via al Comunismo.
Dev'essere del 1948 circa perché descrive l'alternanza della Jugoslavia di Tito tra la fedeltà al Partito Comunista Russo e una propria via al Comunismo.
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sabato 13 luglio 2019
Maderno 1954: bon ton fuori dalla spiaggia
Foto dell'estate 1954: mia madre, in visita con mio padre ai nonni in vacanza a Toscolano Maderno (sul Lago di Garda), indica un cartello in cui con un buffo disegno si spiega ai turisti che bisogna avere un abbigliamento decoroso fuori dalla spiaggia.
Il cartello è in italiano, francese e tedesco.
L'inglese non era ancora la lingua universale.
Il cartello è in italiano, francese e tedesco.
L'inglese non era ancora la lingua universale.
sabato 17 novembre 2018
Prime al Teatro Verdi (1956, 1957, 1958)
Tre foto in cui si vedono i miei genitori alle "Prime" del Teatro Verdi nel 1956, 1957 e 1958.
La seconda è scattata poche settimane prima della nascita di mio fratello.
Nella terza, mio padre, ormai con due figli a carico, si è fatto crescere i baffi che poi porterà tutta la vita.
Quando ho svuotato gli armadi, ho trovato il cappotto da sera di mio padre con ancora in tasca i guanti grigi che si vedono nella foto.
Quando ero bambina e i miei uscivano la sera, pensavo che anche io da grande avrei avuto abiti da sera e scarpette con il tacco e invece non ho mai posseduto nemmeno un esemplare degli uni o delle altre.
La seconda è scattata poche settimane prima della nascita di mio fratello.
Nella terza, mio padre, ormai con due figli a carico, si è fatto crescere i baffi che poi porterà tutta la vita.
Quando ho svuotato gli armadi, ho trovato il cappotto da sera di mio padre con ancora in tasca i guanti grigi che si vedono nella foto.
Quando ero bambina e i miei uscivano la sera, pensavo che anche io da grande avrei avuto abiti da sera e scarpette con il tacco e invece non ho mai posseduto nemmeno un esemplare degli uni o delle altre.
venerdì 26 ottobre 2018
Militare della Prima Guerra Mondiale
Foto di militare della Prima Guerra Mondiale a me completamente ignoto.
Fa parte di un pacchetto di foto non della mia famiglia.
Non capisco niente di divise, quindi altro non so dire.
Fa parte di un pacchetto di foto non della mia famiglia.
Non capisco niente di divise, quindi altro non so dire.
giovedì 25 ottobre 2018
Guida di Trieste 1959
"Guida turistica di Trieste dintorni" pubblicata "sotto gli auspici del Ente Provinciale per il Turismo" a cura di Donatella Ziliotto.
Edizione aggiornata del 1959 (la prima era del 1938).
Contiene, in una taschina interna della copertina, una mappa della città e dintorni.
Come tutte le guide turistiche, riporta notizie storiche, itinerari da percorrere e descrizioni varie.
Ho scelto di pubblicare soltanto le foto e la pubblicità che sono, come sempre, i due identificatori principali di un'epoca.
Le foto, data l'economicità del volumetto, non sono di ottima qualità nemmeno all'origine.
Qualcuna è un po' "bombata" perché non ho voluto forzare il libro, già in stato precario.
C'è un cartellino del prezzo di Lire 1000, ma copre il prezzo originario che mi pare essere di 200 Lire.
Edizione aggiornata del 1959 (la prima era del 1938).
Contiene, in una taschina interna della copertina, una mappa della città e dintorni.
Come tutte le guide turistiche, riporta notizie storiche, itinerari da percorrere e descrizioni varie.
Ho scelto di pubblicare soltanto le foto e la pubblicità che sono, come sempre, i due identificatori principali di un'epoca.
Le foto, data l'economicità del volumetto, non sono di ottima qualità nemmeno all'origine.
Qualcuna è un po' "bombata" perché non ho voluto forzare il libro, già in stato precario.
C'è un cartellino del prezzo di Lire 1000, ma copre il prezzo originario che mi pare essere di 200 Lire.
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