Faccio una premessa: quasi tutto quel che c'è in questo blog mi arriva dalla parte "paterna" della famiglia.
Quella parte era accumulatrice di qualsiasi cosa e non buttava via niente.
Molte delle cose che ho messo qui non sono nemmeno della nostra famiglia, ma sono state raccolte qua e là negli anni... più di cent'anni, a volte.
La parte "materna", invece, era fortemente sfoltitrice (mia madre buttava via le cose mentre le stavi ancora usando) e quindi, con mio grande dispiacere perchè volevo molto bene a tutta quella parte della famiglia, non mi è rimasto di loro quasi nulla.
Ricordo che quando ero ragazzina c'erano molte foto di famiglia, dei nonni, di zii e prozii e dei bisnonni e che le guardavamo spesso, ma ora ho ritrovato solo qualche foto, un paio di documenti e quasi nient'altro.
Dove sia finito tutto non so: o non ho ancora trovato dov'è stato riposto oppure è stato vittima di uno degli "sfoltimenti" periodici.
Tra le poche cose rinvenute, questo certificato di nascita, rilasciato "per uso scolastico" dalla Comunità Greco Orientale di Trieste al mio bisnonno materno, allora tredicenne, nel 1882.
domenica 2 marzo 2014
Certificato Comunità Greco orientale 1882
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sabato 1 marzo 2014
Sapone Palmolive: come usarlo?
Come si usa il Sapone Palmolive?
La risposta ovvia sarebbe: "Per lavarsi", ma la pubblicità sa fare miracoli fin dai tempi più lontani e quindi ecco un volantino (a me, dal disegno, sembrerebbero gli Anni '20) in cui il semplice concetto di usare il sapone per lavarsi è tirato in lungo nel modo più suggestivo possibile, scomodando perfino il fantasma di Cleopatra che arriva in soccorso delle donne per rendere la loro pelle meravigliosa grazie al prezioso sapone fatto di olio di palma e olio d'oliva.
Probabilmente il volantino era contenuto nella confezione di sapone perchè conserva ancora un leggerissimo profumo cipriato.
La risposta ovvia sarebbe: "Per lavarsi", ma la pubblicità sa fare miracoli fin dai tempi più lontani e quindi ecco un volantino (a me, dal disegno, sembrerebbero gli Anni '20) in cui il semplice concetto di usare il sapone per lavarsi è tirato in lungo nel modo più suggestivo possibile, scomodando perfino il fantasma di Cleopatra che arriva in soccorso delle donne per rendere la loro pelle meravigliosa grazie al prezioso sapone fatto di olio di palma e olio d'oliva.
Probabilmente il volantino era contenuto nella confezione di sapone perchè conserva ancora un leggerissimo profumo cipriato.
Donnine nude! (Più o Meno) (5)
Ancora una donnina francese d'inizio '900 (Anni 10? Anni 20? ... meno hanno indosso e più è difficile stabilire l'anno con precisione).
La firma, a me, pare "Hussard", ma le mie ricerche sono naufragate in fretta, poichè "Hussard" in francese significa "Ussaro" e quindi i risultati sono milioni e nessuno è quello che serve a me.
La firma, a me, pare "Hussard", ma le mie ricerche sono naufragate in fretta, poichè "Hussard" in francese significa "Ussaro" e quindi i risultati sono milioni e nessuno è quello che serve a me.
Repubblica Sociale: cartolina postale
Una cartolina postale non viaggiata della Repubblica di Salò.
Non ne ho trovate in vendita on-line.
Pare che per un periodo, a Salò, si fossero usate le normali cartoline del Regno (quelle con la scritta "Vinceremo") con una sovrastampa dello stemma della Repubblica.
Di questa cartolina tutta repubblichina con il francobollo da Trenta Centesimi raffigurante Giuseppe Mazzini ne ho trovata una in un sito storico, simile, ma con dei francobolli aggiunti perchè era cambiato il valore dell'affrancatura... e questo già nel gennaio 1945.
La cartolina con la sovrastampa vale abbastanza, non saprei se questa valga di più o di meno (probabilmente molto meno, con la fortuna che ho)... di sicuro non ne avranno stampate tante, con quel che avevano da pensare e nel poco tempo a disposizione.
PS: come immaginavo, non vale un'accidente Ho approfondito la ricerca. Quella sovrastampata è in vendita per 160 euro... questa per 3!!!
Non ne ho trovate in vendita on-line.
Pare che per un periodo, a Salò, si fossero usate le normali cartoline del Regno (quelle con la scritta "Vinceremo") con una sovrastampa dello stemma della Repubblica.
Di questa cartolina tutta repubblichina con il francobollo da Trenta Centesimi raffigurante Giuseppe Mazzini ne ho trovata una in un sito storico, simile, ma con dei francobolli aggiunti perchè era cambiato il valore dell'affrancatura... e questo già nel gennaio 1945.
La cartolina con la sovrastampa vale abbastanza, non saprei se questa valga di più o di meno (probabilmente molto meno, con la fortuna che ho)... di sicuro non ne avranno stampate tante, con quel che avevano da pensare e nel poco tempo a disposizione.
PS: come immaginavo, non vale un'accidente Ho approfondito la ricerca. Quella sovrastampata è in vendita per 160 euro... questa per 3!!!
La famiglia cresce
Buone notizie per la coppia di metà Ottocento (forse, ma molto forse, i nonni di mia nonna?).
La signora che abbiamo visto prima ragazza e poi giovane sposa in questo post è diventata mamma.
Non so se sia un maschietto o una femminuccia... se è la signora che potrebbe essere avrebbe avuto in tutto quattro figli, un maschio e tre femmine, ma ne ignoro l'ordine di nascita.
La signora che abbiamo visto prima ragazza e poi giovane sposa in questo post è diventata mamma.
Non so se sia un maschietto o una femminuccia... se è la signora che potrebbe essere avrebbe avuto in tutto quattro figli, un maschio e tre femmine, ma ne ignoro l'ordine di nascita.
venerdì 28 febbraio 2014
Ristorante Orologio, Milano (quello dell'Inter)
Conto del Ristorante "Orologio" di Milano.
Storia buffa: ho fatto delle ricerche per vedere se il ristorante esiste ancora e tentare di stabilire un anno per datare il foglietto.
Ho scoperto (io, di calcio, non so nulla) che il Ristorante "Orologio" di Milano non esiste più, ma è famoso perchè vi è stata fondata l'Inter nel 1908.
Per questa ragione, a differenza di qualsiasi altro vecchio conto di ristorante, il conto ha un valore, seppur basso: uno molto simile (ma in condizioni molto peggiori) è venduto on-line per 6 euro.
Non ho capito se il conto che ho io sia precedente o successivo a quello in vendita on-line: alcuni particolari sono diversi, ma il numero di telefono è lo stesso e i prezzi sono abbastanza simili... però sul mio il bollo è di 10 centesimi e su quello è da 20, quindi il mio dovrebbe essere più vecchio... se il 12 sul timbro è la data, allora è del 1912.
Non so: il conto è questo, se c'è qualche interista di passaggio.
Storia buffa: ho fatto delle ricerche per vedere se il ristorante esiste ancora e tentare di stabilire un anno per datare il foglietto.
Ho scoperto (io, di calcio, non so nulla) che il Ristorante "Orologio" di Milano non esiste più, ma è famoso perchè vi è stata fondata l'Inter nel 1908.
Per questa ragione, a differenza di qualsiasi altro vecchio conto di ristorante, il conto ha un valore, seppur basso: uno molto simile (ma in condizioni molto peggiori) è venduto on-line per 6 euro.
Non ho capito se il conto che ho io sia precedente o successivo a quello in vendita on-line: alcuni particolari sono diversi, ma il numero di telefono è lo stesso e i prezzi sono abbastanza simili... però sul mio il bollo è di 10 centesimi e su quello è da 20, quindi il mio dovrebbe essere più vecchio... se il 12 sul timbro è la data, allora è del 1912.
Non so: il conto è questo, se c'è qualche interista di passaggio.
Svizzera (dipinta) all'inizio del '900
Una curiosa foto che risale a dopo il 1907 perchè quella è la data del dipinto sullo sfondo... ma non dev'essere stata scattata molto tempo dopo, visti gli abiti.
Siamo davvero in Svizzera (come testimoniano le scritte sul retro), ma la "Svizzera" è soltanto uno studio fotografico con un fondale dipinto sul quale troneggia il Cervino.
Ma come?
Andare fino a là (che nel 1907 doveva essere un bel viaggio), vestirsi da gita con l'alpenstock e farsi una foto in studio?
Forse era uno scherzo anche nelle intenzioni dei protagonisti.
Siamo davvero in Svizzera (come testimoniano le scritte sul retro), ma la "Svizzera" è soltanto uno studio fotografico con un fondale dipinto sul quale troneggia il Cervino.
Ma come?
Andare fino a là (che nel 1907 doveva essere un bel viaggio), vestirsi da gita con l'alpenstock e farsi una foto in studio?
Forse era uno scherzo anche nelle intenzioni dei protagonisti.
Biglietto da Una Lira
Biglietto di Stato del valore di Una Lira emesso dal 1946 al 1956 per sopperire alla mancanza di moneta metallica.
Non vale nulla, nemmeno in condizioni molto migliori di questo.
Ma per apparire in questo blog l'unico requisito è stare in un cassetto di casa mia... e questo ci stava.
Non vale nulla, nemmeno in condizioni molto migliori di questo.
Ma per apparire in questo blog l'unico requisito è stare in un cassetto di casa mia... e questo ci stava.
giovedì 27 febbraio 2014
Carta d'Identità del TLT
Una carta d'Identità azzurra?
Si tratta di una carta d'Identità del Territorio Libero di Trieste in cui (anche se era già il luglio del 1956) i funzionari del Comune si sono limitati a cancellare il "Libero" e a usarla come documento valido.
Si tratta di una carta d'Identità del Territorio Libero di Trieste in cui (anche se era già il luglio del 1956) i funzionari del Comune si sono limitati a cancellare il "Libero" e a usarla come documento valido.
L'Avvocato Miagostovich
Questa è una di quelle combinazioni curiose che càpitano a volte.
Ho sempre pensato che "L'Avvocato Miagostovich" fosse solamente un personaggio delle "Maldobrie" e invece, nel solito vecchio libro, ho trovato questo ritaglietto di giornale, con annotata sul retro la data "1921", che testimonia della reale esistenza di un Avvocato Miagostovich a quell'epoca.
Ho sempre pensato che "L'Avvocato Miagostovich" fosse solamente un personaggio delle "Maldobrie" e invece, nel solito vecchio libro, ho trovato questo ritaglietto di giornale, con annotata sul retro la data "1921", che testimonia della reale esistenza di un Avvocato Miagostovich a quell'epoca.
Biglietto dell'Autobus (2)
Questo biglietto è più recente (anche se non so quanto) di quello che ho pubblicato
In questo post
L'azienda si chiama ora "Azienda Tranvie Autobus Municipali" e il biglietto è arrivato al prezzo di "Lire Una" (anche se per due tratte andata e ritorno).
La linea è "Piazza Goldoni - Barcola - Bagno di Cedas e Ritorno" e si tratta di un autobus e non del Tram.
Sul retro è spiegato che il Tram di Barcola portava da Piazza Goldoni a Barcola (come era anche in tempi più recenti) e che il tratto fino ai bagni "Cedas" era invece coperto di un autobus.
In questo post
L'azienda si chiama ora "Azienda Tranvie Autobus Municipali" e il biglietto è arrivato al prezzo di "Lire Una" (anche se per due tratte andata e ritorno).
La linea è "Piazza Goldoni - Barcola - Bagno di Cedas e Ritorno" e si tratta di un autobus e non del Tram.
Sul retro è spiegato che il Tram di Barcola portava da Piazza Goldoni a Barcola (come era anche in tempi più recenti) e che il tratto fino ai bagni "Cedas" era invece coperto di un autobus.
Olaf Fönss in "Homunculus"
Cartolina che ritrae l'attore Olaf Fönss che fu l'interprete della serie cinematografica "Homunculus" diretta da Otto Rippert che fu girata in sei episodi tra il 1910 e il 1919 ed ebbe grande successo.
Da quel che ho capito, l'"Homunculus" era stato creato in laboratorio, aveva forma umana, ma era completamente privo di sentimenti... di qui, nel bene e nel male, l'origine delle sue molte avventure.
Una specie di Mostro di Frankenstein mescolato con il Golem, ma con un aspetto più attraente.
Da quel che ho capito, l'"Homunculus" era stato creato in laboratorio, aveva forma umana, ma era completamente privo di sentimenti... di qui, nel bene e nel male, l'origine delle sue molte avventure.
Una specie di Mostro di Frankenstein mescolato con il Golem, ma con un aspetto più attraente.
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Foto
Comunità Israelitica di Spalato, 1892
Certificato di Nascita rilasciato nel 1892 dalla comunità israelitica di Spalato.
Tra i nomi contenuti nel documento, in pratica un notevole pezzo della storia delle famiglie Israelitiche di Trieste.
Tra i nomi contenuti nel documento, in pratica un notevole pezzo della storia delle famiglie Israelitiche di Trieste.
Torre di Popecchio 1919
Trovata come al solito tra le pagine di un libro, questa piccolissima (6cm x 6cm scarsi) foto quasi indecifrabile.
Ho provato a migliorarla un po' con il computer ed è venuta come la vedete sotto.
Più che altro per gratitudine: una volta tanto, il retro, seppur piccolo, era quanto mai esaustivo.
Dice: "(Carso Istriano) Torre di Popecchio, 1919" e c'è pure la firma di chi ha fatto la foto.
Quasi cent'anni fa la torre si presentava peggio di oggi perchè nel frattempo è stata restaurata.
Ho provato a migliorarla un po' con il computer ed è venuta come la vedete sotto.
Più che altro per gratitudine: una volta tanto, il retro, seppur piccolo, era quanto mai esaustivo.
Dice: "(Carso Istriano) Torre di Popecchio, 1919" e c'è pure la firma di chi ha fatto la foto.
Quasi cent'anni fa la torre si presentava peggio di oggi perchè nel frattempo è stata restaurata.
martedì 25 febbraio 2014
Post numero 101: faccio il punto.
La donnina qui sotto è il centesimo post di questo blog.
Mi ero riproposta, quando ci sarei arrivata, di fare un po' il punto della situazione.
Allora: punto della situazione.
Tutto bene, direi, anche se le cose hanno preso una strada leggermente diversa (ma non divergente) rispetto a quando ho iniziato.
E' successo che mi sono allontanata, a volte anche di moltissimo, da Trieste, ma ho trovato tante cose (per me) interessanti che mi spiaceva troppo ignorare.
Diciamo che il "ritratto borghese" si è allargato... è diventato un ritratto di borghesia triestina che comprende anche tutto ciò che con la borghesia triestina aveva a che fare... quindi viaggi, gite, foto di parenti lontani, letture, pubblicità eccetera.
Tutto ciò che pubblico stava da qualche parte in qualche casa borghese: quindi tutto contribuisce a buon diritto a un ritratto borghese triestino.
Il materiale è moltissimo, anche se non pretendo che ad altri sembri interessante quanto sembra a me... questo blog ha due possibilità di scadenza: che il materiale finisca (e un giorno dovrà inevitabilmente succedere... per quanto capienti e numerosi, armadi e cassetti di casa mia non sono infiniti nè senza fondo) o che io mi stanchi.
Ma per ora entrambe le possibilità mi appaiono lontane.
Per quanto ho potuto vedere, guardando meglio, il materiale che ho va più o meno dalla metà dell'Ottocento fino agli anni 50 del Novecento. (c'è anche roba più recente, ma ho deciso di ignorarla).
Il picco massimo di reperti è situabile tra il 1898 e la Seconda Guerra Mondiale, prima e dopo c'è poca roba.
Insomma... vediamo come si evolve la situazione... ci risentiamo al post 201.
Grazie ai miei (pochi) visitatori.
L'indipendenza si paga in termini di visibilità, ma la libertà totale e l'autodeterminazione non hanno prezzo.
Mi ero riproposta, quando ci sarei arrivata, di fare un po' il punto della situazione.
Allora: punto della situazione.
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Tutto bene, direi, anche se le cose hanno preso una strada leggermente diversa (ma non divergente) rispetto a quando ho iniziato.
E' successo che mi sono allontanata, a volte anche di moltissimo, da Trieste, ma ho trovato tante cose (per me) interessanti che mi spiaceva troppo ignorare.
Diciamo che il "ritratto borghese" si è allargato... è diventato un ritratto di borghesia triestina che comprende anche tutto ciò che con la borghesia triestina aveva a che fare... quindi viaggi, gite, foto di parenti lontani, letture, pubblicità eccetera.
Tutto ciò che pubblico stava da qualche parte in qualche casa borghese: quindi tutto contribuisce a buon diritto a un ritratto borghese triestino.
Il materiale è moltissimo, anche se non pretendo che ad altri sembri interessante quanto sembra a me... questo blog ha due possibilità di scadenza: che il materiale finisca (e un giorno dovrà inevitabilmente succedere... per quanto capienti e numerosi, armadi e cassetti di casa mia non sono infiniti nè senza fondo) o che io mi stanchi.
Ma per ora entrambe le possibilità mi appaiono lontane.
Per quanto ho potuto vedere, guardando meglio, il materiale che ho va più o meno dalla metà dell'Ottocento fino agli anni 50 del Novecento. (c'è anche roba più recente, ma ho deciso di ignorarla).
Il picco massimo di reperti è situabile tra il 1898 e la Seconda Guerra Mondiale, prima e dopo c'è poca roba.
Insomma... vediamo come si evolve la situazione... ci risentiamo al post 201.
Grazie ai miei (pochi) visitatori.
L'indipendenza si paga in termini di visibilità, ma la libertà totale e l'autodeterminazione non hanno prezzo.
Donnine Nude! (Più o meno) (4)
Un' opulenta bagnante d'inizio Novecento in una cartolina francese firmata dal disegnatore Xavier Sager.
Titolo... ovviamente: "Sur la plage".
Massimo dell'erotismo, a quei tempi, doveva essere la calza nera... anche in altre cartoline ho trovato signorine in procinto di fare un bagno (di mare o in casa) che indossavano calze nere... nella realtà scarpe e calze sarebbero la prima cosa che ci si leva, soprattutto su una spiaggia.
Titolo... ovviamente: "Sur la plage".
Massimo dell'erotismo, a quei tempi, doveva essere la calza nera... anche in altre cartoline ho trovato signorine in procinto di fare un bagno (di mare o in casa) che indossavano calze nere... nella realtà scarpe e calze sarebbero la prima cosa che ci si leva, soprattutto su una spiaggia.
Fratellini
Foto di due ragazzini, quasi certamente fratelli.
Indovinate?
Non ne so niente: nessuna data, nessun nome.
La foto è firmata "The Ingham Studios"... sono inglesi? Americani?
Con quegli occhi chiari e quei visi potrebbero essere anglosassoni.
Dai vestiti poco capisco... la ragazzina sembra molto più "antica" del ragazzino, con quel fiocco tremendo e i capelli a pecorella... lui è vestito da ometto e non da marinaretto come ci si aspetterebbe... ma in che anno siamo?
Lo sfondo, probabilmente quello dello studio fotografico, non fa vedere nulla che possa aiutare.
Indovinate?
Non ne so niente: nessuna data, nessun nome.
La foto è firmata "The Ingham Studios"... sono inglesi? Americani?
Con quegli occhi chiari e quei visi potrebbero essere anglosassoni.
Dai vestiti poco capisco... la ragazzina sembra molto più "antica" del ragazzino, con quel fiocco tremendo e i capelli a pecorella... lui è vestito da ometto e non da marinaretto come ci si aspetterebbe... ma in che anno siamo?
Lo sfondo, probabilmente quello dello studio fotografico, non fa vedere nulla che possa aiutare.
"De soto de la flaida" (Così cantavano...)
Libriccino di testo della Scuola Secondaria d'Avviamento Commerciale "Guido Corsi" di Trieste, anno 1942.
Programma di canti.
Note illustrative di Paolo Zoldan, Istruttore e Direttore del Coro Mario Martinelli.
Contiene 21 canzoni dialettali triestine sotto il titolo "Così cantavano i nostri nonni"... e se erano i nonni di quelli che andavano a scuola nel 1942, sono i bis bis nonni dei ragazzi di oggi... ma le canzoni sempre quelle sono.
Visto il periodo di Carnevale, oltre che della copertina e dell'indice del libro, vi faccio omaggio di "De soto de la flaida" (corredata da una spassosa quanto edificante introduzione a uso dei giovani).
(Come sempre, cliccando sulla foto, la si vede ingrandita).
Programma di canti.
Note illustrative di Paolo Zoldan, Istruttore e Direttore del Coro Mario Martinelli.
Contiene 21 canzoni dialettali triestine sotto il titolo "Così cantavano i nostri nonni"... e se erano i nonni di quelli che andavano a scuola nel 1942, sono i bis bis nonni dei ragazzi di oggi... ma le canzoni sempre quelle sono.
Visto il periodo di Carnevale, oltre che della copertina e dell'indice del libro, vi faccio omaggio di "De soto de la flaida" (corredata da una spassosa quanto edificante introduzione a uso dei giovani).
(Come sempre, cliccando sulla foto, la si vede ingrandita).
Invito di una Casa di Mode
Qua non so niente (come quasi sempre): invito della Società "Castelnuovo" alle esposizioni di abiti, mantelli e cappelli per signora.
Probabilmente siamo negli anni '20, a Roma (c'è scritto "Roma" in piccolissimo nei due quadratini in alto)
La verità è che pubblico questo biglietto solo perchè è bello e perchè mi ha divertito la parola "mannequins".
Probabilmente siamo negli anni '20, a Roma (c'è scritto "Roma" in piccolissimo nei due quadratini in alto)
La verità è che pubblico questo biglietto solo perchè è bello e perchè mi ha divertito la parola "mannequins".
Lydia Quaranta
L'attrice Lydia Quaranta in una posa imperiosa.
Non manca nulla: pelliccia, rosa, boa di penne (che mica solo Diana Karenne...), fiocco di raso, gonna con lo spacco, tacco altissimo e strascico.
Anzi: una cosa (maliziosamente) manca: il busto sotto al leggero abito.
La cartolina non ha una data, ma la possiamo porre attorno al 1920.
La Quaranta divenne famosa nel 1914 con "Cabiria" di Giovanni Pastrone, morì a soli 36 anni nel 1928 e nella foto è chiaramente al clou della fama... quindi l'arco temporale è alquanto ristretto.
Non manca nulla: pelliccia, rosa, boa di penne (che mica solo Diana Karenne...), fiocco di raso, gonna con lo spacco, tacco altissimo e strascico.
Anzi: una cosa (maliziosamente) manca: il busto sotto al leggero abito.
La cartolina non ha una data, ma la possiamo porre attorno al 1920.
La Quaranta divenne famosa nel 1914 con "Cabiria" di Giovanni Pastrone, morì a soli 36 anni nel 1928 e nella foto è chiaramente al clou della fama... quindi l'arco temporale è alquanto ristretto.
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lunedì 24 febbraio 2014
Buon Natale e Felice 1908
Cartolina di auguri Natalizi del 1907.
Interessanti sia l'aspetto dell'angelo, alquanto prosperoso, con i capelli scuri, due alucce minuscole e il violino, sia quello dell'albero che non è un abete, ma una specie di telaio su cui sono appoggiati quelli che sembrano foglie, ornamenti di carta, fiocchi, fili argentati e candeline (aggiunte poi, disegnate a mano).
Li facevano così gli alberi di Natale nel 1907 o è una licenza del fotografo?
Interessanti sia l'aspetto dell'angelo, alquanto prosperoso, con i capelli scuri, due alucce minuscole e il violino, sia quello dell'albero che non è un abete, ma una specie di telaio su cui sono appoggiati quelli che sembrano foglie, ornamenti di carta, fiocchi, fili argentati e candeline (aggiunte poi, disegnate a mano).
Li facevano così gli alberi di Natale nel 1907 o è una licenza del fotografo?
Vienna 1918: Rathaus
Il Ministro della Guerra
domenica 23 febbraio 2014
Una sposa dal lungo strascico
Non so chi sia questa bella sposa triestina che indossa un sontuosissimo abito.
Sulla foto "Ceretti" non c'è una data... io direi (ma posso sbagliarmi di grosso) fine anni '40, inizio dei '50.
A meno che non sia di prima della Seconda Guerra... di sicuro siamo in tempo di pace e prosperità.
Sulla foto "Ceretti" non c'è una data... io direi (ma posso sbagliarmi di grosso) fine anni '40, inizio dei '50.
A meno che non sia di prima della Seconda Guerra... di sicuro siamo in tempo di pace e prosperità.
Prima della Prima Guerra: Ufficiali e Signore
Il caso ha voluto che io trovassi, in luoghi diversi, due foto molto simili, una Italiana e l'altra austriaca.
Nell'imminenza della Prima Guerra Mondiale, in entrambe si vedono degli ufficiali e uno di loro ha ceduto il berretto a una bella signora.
L'italiano le da anche la mantella, l'austriaco le offre addirittura la mitragliatrice.
Forse la foto austriaca è un po' più vecchia, ma l'usanza di mescolare scherzosamente grazia femminile e ornamenti guerreschi doveva esserci da entrambe le parti.
Nell'imminenza della Prima Guerra Mondiale, in entrambe si vedono degli ufficiali e uno di loro ha ceduto il berretto a una bella signora.
L'italiano le da anche la mantella, l'austriaco le offre addirittura la mitragliatrice.
Forse la foto austriaca è un po' più vecchia, ma l'usanza di mescolare scherzosamente grazia femminile e ornamenti guerreschi doveva esserci da entrambe le parti.
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