Programma a libretto del "Burgtheater" di Vienna per la rappresentazione di "Und Pippa tanzt" di Gerhart Hauptmann, venerdì 13 novembre 1921.
Pubblico la copertina, la pagina centrale (dedicata al dramma... in tutto sono sei pagine, compresa la copertina. Le altre facciate sono tutte di pubblicità) e il retro dove c'è la splendida pubblicità di un pellicciaio.
Purtroppo è stato piegato per il lungo, probabilmente per infilarlo in tasca.
giovedì 20 marzo 2014
"Und Pippa tanzt" Burgtheater, Vienna, 1921
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Encomio Solenne, 1919 (Bersaglieri)
La comunicazione dell'Encomio Solenne ricevuto da mio nonno paterno nel 1919 dal Nono Battaglione Bersaglieri.
E buon che la sopravvenuta pace non ha poi richiesto a nessuno di dimostrare in nuove battaglie lo spirito aggressivo e il fervore patriottico.
E buon che la sopravvenuta pace non ha poi richiesto a nessuno di dimostrare in nuove battaglie lo spirito aggressivo e il fervore patriottico.
Quattro bimbi dell'Ottocento
Foto ottocentesca di quattro bimbi a me assolutamente ignoti.
Indecisi tra l'esser marinaretti e l'esser contadinelli.
Sembrerebbero, dalle rassomiglianze, essere fratelli a due a due... ma le due bimbe che non si assomigliano hanno lo stesso vestito, quindi diciamo che sono tutti fratelli e che due assomigliano alla mamma e due al babbo.
Foto "Sebastianutti e Benque", Piazza della Borsa 10, Trieste.
Indecisi tra l'esser marinaretti e l'esser contadinelli.
Sembrerebbero, dalle rassomiglianze, essere fratelli a due a due... ma le due bimbe che non si assomigliano hanno lo stesso vestito, quindi diciamo che sono tutti fratelli e che due assomigliano alla mamma e due al babbo.
Foto "Sebastianutti e Benque", Piazza della Borsa 10, Trieste.
Bagno a Portorose
Anche Portorose, in più di un secolo, è cambiata tantissimo.
Dai costumi, direi che siamo ai primi del Novecento: pochi eroici bagnanti e uno stabilimento tutto di legno.
Sullo sfondo, l' "Hotel Pirano", pochissime case alla base della collina.
Nessuna scritta che aiuti un po' su retro della cartolina che non è viaggiata.
Dai costumi, direi che siamo ai primi del Novecento: pochi eroici bagnanti e uno stabilimento tutto di legno.
Sullo sfondo, l' "Hotel Pirano", pochissime case alla base della collina.
Nessuna scritta che aiuti un po' su retro della cartolina che non è viaggiata.
Vivi, ama e impara (1937)
Comincio lo spulciamento delle locandine di film.
Avverto che molte delle locandine che ho trovato hanno dimensioni "difficili" per lo scanner, giochi di piegamenti della carta, finestrelle e altre cose simili, per cui, a volte, cercherò di fare del mio meglio, ma qualcosa andrà persa di sicuro.
Iniziamo con questa graziosissima locandina a forma di tavolozza da pittore che pubblicizza il film MGM (non entrato nella storia del cinema) "Vivi, ama e impara" (1937) con due ottimi attori come Robert Montgomery e Rosalind Russell e la regia di George Fitzmaurice.
Avverto che molte delle locandine che ho trovato hanno dimensioni "difficili" per lo scanner, giochi di piegamenti della carta, finestrelle e altre cose simili, per cui, a volte, cercherò di fare del mio meglio, ma qualcosa andrà persa di sicuro.
Iniziamo con questa graziosissima locandina a forma di tavolozza da pittore che pubblicizza il film MGM (non entrato nella storia del cinema) "Vivi, ama e impara" (1937) con due ottimi attori come Robert Montgomery e Rosalind Russell e la regia di George Fitzmaurice.
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mercoledì 19 marzo 2014
Fiume: Via del Molo, 1906
Una bella cartolina che rappresenta Via del Molo a Fiume (non so come si chiami oggi), con molta gente operosa, cavalli e carrozze.
Viaggiata (il destinatario è di Pola) ha il timbro postale del 1906.
Può interessare, forse, il fatto che la cartolina è scritta in croato, si spostò all'interno dell'Impero Austriaco, ma che "Fiume" e "Pola" sono scritti in italiano.
Questo per quelli che oggi se non dicono "Rijeka" e "Pula" si sentono di fare un'ingiustizia alla storia...
Viaggiata (il destinatario è di Pola) ha il timbro postale del 1906.
Può interessare, forse, il fatto che la cartolina è scritta in croato, si spostò all'interno dell'Impero Austriaco, ma che "Fiume" e "Pola" sono scritti in italiano.
Questo per quelli che oggi se non dicono "Rijeka" e "Pula" si sentono di fare un'ingiustizia alla storia...
Cartolina da Hong Kong 1895
Pure questa cartolina postale ne ha fatta di strada nello spazio e nel tempo.
Da Hong Kong a Trieste, 1895.
Nel 1894, appena un anno prima, c'era stata una terribile pandemia di peste bubbonica che aveva decimato la popolazione cinese ed era dilagata anche a Hong Kong.
Dai timbri postali si deduce che la cartolina spedita da Hong Kong il 20 febbraio, giunse a Trieste il 23 marzo che, tutto considerato, non è poi tanto tempo.
Da Hong Kong a Trieste, 1895.
Nel 1894, appena un anno prima, c'era stata una terribile pandemia di peste bubbonica che aveva decimato la popolazione cinese ed era dilagata anche a Hong Kong.
Dai timbri postali si deduce che la cartolina spedita da Hong Kong il 20 febbraio, giunse a Trieste il 23 marzo che, tutto considerato, non è poi tanto tempo.
Signora con cagnolino
Cartolina di anno indefinibile (come al solito mi baso sui vestiti e dico Anni Dieci del 900, più o meno).
Firmata dalla disegnatrice Adelina Zandrino (1893-1994, centoun anni!), rappresenta una signora con il cagnolino.
Anche qui interessante la camicetta stile marinaro.
La Zandrino disegnava per lo più soggetti sacri e bambini, quindi niente a che fare con le "donnine".
Firmata dalla disegnatrice Adelina Zandrino (1893-1994, centoun anni!), rappresenta una signora con il cagnolino.
Anche qui interessante la camicetta stile marinaro.
La Zandrino disegnava per lo più soggetti sacri e bambini, quindi niente a che fare con le "donnine".
Venezia, 23 maggio 1921
Una giovane coppia a Venezia, nella classica foto con i piccioni.
Sul retro della foto, la data "23 maggio 1921".
A me, ste vecchie foto piacciono per i vestiti incredibili.
Degni di nota i cappelli di entrambi e la borsetta di lei... peccato che i colombi nascondano le scarpe.
Sul retro della foto, la data "23 maggio 1921".
A me, ste vecchie foto piacciono per i vestiti incredibili.
Degni di nota i cappelli di entrambi e la borsetta di lei... peccato che i colombi nascondano le scarpe.
Cartolina da Mr. Ohm, Tilsit 1886
Una della cartoline più vecchie che ho trovato: 1886.
Spedita dal signor John Ohm (che ha timbrato davanti e dietro) da Tilsit a Trieste.
Purtroppo non ha niente a che fare con il famoso fisico che ha dato il nome all' "OHM", sennò forse valeva qualcosa.
Io ero tutta contenta di aver trovato una cartolina così vecchia, ma un collezionista l'ha vista e ci ha sputato sopra perchè ha una piega in mezzo.
Pubblico entrambi i lati perchè Mr. Ohm aveva una scrittura davvero particolare.
Spedita dal signor John Ohm (che ha timbrato davanti e dietro) da Tilsit a Trieste.
Purtroppo non ha niente a che fare con il famoso fisico che ha dato il nome all' "OHM", sennò forse valeva qualcosa.
Io ero tutta contenta di aver trovato una cartolina così vecchia, ma un collezionista l'ha vista e ci ha sputato sopra perchè ha una piega in mezzo.
Pubblico entrambi i lati perchè Mr. Ohm aveva una scrittura davvero particolare.
martedì 18 marzo 2014
L'importanza di chiamarsi Ernesto (1954)
Probabilmente per celebrare il Centenario della nascita di Oscar Wilde, nel 1954 fu messa in scena dalla compagnia "Calindri - Zoppelli - Volpi - Masiero" la commedia "L'importanza di chiamarsi Ernesto" nella traduzione (che circolò a lungo in Italia) che la intitola "L'importanza di essere Franco".
Effettivamente, tradurre il gioco di parole inglese non era facile, ma quel "Franco" proprio non si riesce a farselo suonare bene.
Doveva, visto l'autore e gli attori, essere uno spettacolo delizioso e, a quanto se ne legge, fu una delle versioni di "The Importance" meglio riuscita di tutti i tempi.
Darei chissà cosa perchè ne fosse rimasta traccia da qualche parte, ma non mi rimane che questa vecchia locandina dello spettacolo (con sponsor nella parte interna).
Effettivamente, tradurre il gioco di parole inglese non era facile, ma quel "Franco" proprio non si riesce a farselo suonare bene.
Doveva, visto l'autore e gli attori, essere uno spettacolo delizioso e, a quanto se ne legge, fu una delle versioni di "The Importance" meglio riuscita di tutti i tempi.
Darei chissà cosa perchè ne fosse rimasta traccia da qualche parte, ma non mi rimane che questa vecchia locandina dello spettacolo (con sponsor nella parte interna).
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lunedì 17 marzo 2014
"Orizzonte Perduto" di Frank Capra, 1937
Cartolina pubblicitaria del film "Orizzonte Perduto" ("Lost Horizon") di Frank Capra, 1937.
Film strafamosissimo: è quello di "Shangri-La", con Ronald Colman.
Questa cartolina ha sul davanti il timbro del locale di Trieste dove si proiettava il film (il "Teatro Nazionale") e sul retro, oltre al titolo e ai nomi di Colman e di Capra e alla produzione ("Columbia EIA") c'è uno slogan che è una parafrasi dell' "Inno a Roma": "Voi non vedrete nessun film al mondo miglior di questo".
Film strafamosissimo: è quello di "Shangri-La", con Ronald Colman.
Questa cartolina ha sul davanti il timbro del locale di Trieste dove si proiettava il film (il "Teatro Nazionale") e sul retro, oltre al titolo e ai nomi di Colman e di Capra e alla produzione ("Columbia EIA") c'è uno slogan che è una parafrasi dell' "Inno a Roma": "Voi non vedrete nessun film al mondo miglior di questo".
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Segnalibro "S. Fisher Verlag, Berlino" 1926
Segnalibro della casa editrice "S. Fisher" di Berlino con la pubblicità di libri in uscita nel 1926.
Tra tante cose che sono scomparse, la "Fisher" gode invece di ottima salute ed è oggi una delle principali case editrici tedesche.
Però da tempo ha sede a Francoforte.
Tra tante cose che sono scomparse, la "Fisher" gode invece di ottima salute ed è oggi una delle principali case editrici tedesche.
Però da tempo ha sede a Francoforte.
Giovinotto con i baffi
Un giovinotto ignoto di fine Ottocento dall'aria tedesca.
Ha gli occhi chiari e tecnicamente non sarebbe nemmeno brutto, se non avesse due pantigane arruffate come baffi.
Non so perchè, ma mi da l'impressione di essere rosso di capelli.
Ha gli occhi chiari e tecnicamente non sarebbe nemmeno brutto, se non avesse due pantigane arruffate come baffi.
Non so perchè, ma mi da l'impressione di essere rosso di capelli.
domenica 16 marzo 2014
Portarotolo per antico WC (con fantasma)
Questa è una di quelle cose che provano che l'entusiasmo del ritrovamento spesso nulla ha a che fare con il valore dell'oggetto ritrovato.
Quando abbiamo trovato in una vecchia casa questo vecchissimo e malconcio portarotolo da carta da gabinetto, probabilmente risalente all'inizio del Novecento ( la luce elettrica nelle case a Trieste arrivò nel 1898 ma fino al 1920 non era ancora dappertutto) siamo andati in visibilio.
Intanto per la fattura: tutto un gioco di legno lavorato per un portarotolo da cesso e poi per gli accessori.
C'è un portacandela a sinistra, un portafiammiferi a destra e in mezzo un portacenere per i fiammiferi usati.
In mezzo c'è uno specchio e sotto, finalmente, il rullino per metterci la carta da gabinetto.
E' talmente lurido che, anche se non avesse una spaccatura, non sarebbe salvabile.
Non lo tocchiamo perchè fa un po' schifo, ma sapere di averlo è divertente.
(Per fotografarlo l'ho appoggiato su una scala, ma ha due anellini per i chiodi, in alto)
Adesso che ho pubblicato la foto e la vedo ingrandita e luminosa, mi pare di scorgere la figura fantasma di un antico cagone che guarda da dietro lo specchio.
Un volto con la barba si vede in alto a destra, secondo me e poi si vede la spalla e il corpo fino alla vita, più o meno.
Aspetta che mando la foto a "Mistero"...
PS: se qualcuno pensa che l'immagine dipenda da ciò che si riflette nello specchio, posso dire che ho fotografato il portarotolo in un'altra stanza e l'uomo con la barba si vede sempre, anzi: si vede ancora meglio.
Quando abbiamo trovato in una vecchia casa questo vecchissimo e malconcio portarotolo da carta da gabinetto, probabilmente risalente all'inizio del Novecento ( la luce elettrica nelle case a Trieste arrivò nel 1898 ma fino al 1920 non era ancora dappertutto) siamo andati in visibilio.
Intanto per la fattura: tutto un gioco di legno lavorato per un portarotolo da cesso e poi per gli accessori.
C'è un portacandela a sinistra, un portafiammiferi a destra e in mezzo un portacenere per i fiammiferi usati.
In mezzo c'è uno specchio e sotto, finalmente, il rullino per metterci la carta da gabinetto.
E' talmente lurido che, anche se non avesse una spaccatura, non sarebbe salvabile.
Non lo tocchiamo perchè fa un po' schifo, ma sapere di averlo è divertente.
(Per fotografarlo l'ho appoggiato su una scala, ma ha due anellini per i chiodi, in alto)
Adesso che ho pubblicato la foto e la vedo ingrandita e luminosa, mi pare di scorgere la figura fantasma di un antico cagone che guarda da dietro lo specchio.
Un volto con la barba si vede in alto a destra, secondo me e poi si vede la spalla e il corpo fino alla vita, più o meno.
Aspetta che mando la foto a "Mistero"...
PS: se qualcuno pensa che l'immagine dipenda da ciò che si riflette nello specchio, posso dire che ho fotografato il portarotolo in un'altra stanza e l'uomo con la barba si vede sempre, anzi: si vede ancora meglio.
Pierre Blanchar, foto con "Black and White"
Questa foto era assieme alle locandine di cinema.
Sembrerebbe una di quelle foto di scena che una volta i cinema esponevano assieme ai manifesti nell'atrio.
Forse qualche fanciulla affascinata dall'attore Pierre Blanchar (che mi scuso per non aver mai sentito nominare prima di oggi) è riuscita a farsela regalare.
Credo che di regola questo tipo di materiale venisse restituito assieme alla pellicola.
Sul retro un timbro e un pezzetto di carta incollato, con una scritta.
Il timbro, rosso, dice in francese che ogni riproduzione di questa foto dovrà essere accompagnata dalla dichiarazione che è di proprietà di "Photo Ufa"
Il bigliettino dice "Pierre Blanchar, vedette homme di film Ufa de la production Alfred Zeisler "L' OR" réalisé par Serge de Poligny".
Il film uscì nel 1934.
Notare sul tavolino il "Black and White" in bottiglia d'epoca.
Sembrerebbe una di quelle foto di scena che una volta i cinema esponevano assieme ai manifesti nell'atrio.
Forse qualche fanciulla affascinata dall'attore Pierre Blanchar (che mi scuso per non aver mai sentito nominare prima di oggi) è riuscita a farsela regalare.
Credo che di regola questo tipo di materiale venisse restituito assieme alla pellicola.
Sul retro un timbro e un pezzetto di carta incollato, con una scritta.
Il timbro, rosso, dice in francese che ogni riproduzione di questa foto dovrà essere accompagnata dalla dichiarazione che è di proprietà di "Photo Ufa"
Il bigliettino dice "Pierre Blanchar, vedette homme di film Ufa de la production Alfred Zeisler "L' OR" réalisé par Serge de Poligny".
Il film uscì nel 1934.
Notare sul tavolino il "Black and White" in bottiglia d'epoca.
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Il parrucchiere cambia sede, 1931
Biglietto con cui il parrucchiere Annibale Javarone (probabilmente di Roma) annuncia alle clienti il proprio trasferimento in una nuova sede usando una forma che suona incredibilmente ossequiosa alle nostre orecchie moderne.
Fiume: Ossario dei Granatieri, 1922
Cartolina del 1922 raffigurante l'Ossario dei Granatieri a Fiume.
Edizioni Francesco Slocovich, Fiume.
Edizioni Francesco Slocovich, Fiume.
Sonja Henie, "Scandalo al Grand Hotel" 1937
Cartolina pubblicitaria della "20th Century Fox" per il film "Scandalo al Grand Hotel" con Sonja Henie, 1937.
La Henie è definita "la fata del ghiaccio" ed effettivamente tutti i suoi film si basano esclusivamente sul fatto che lei fosse una "campionessa olimpionica del pattino" (com'è scritto sul retro della cartolina).
Visto che era anche abbastanza carina le costruirono attorno tutta una serie di film sui pattini che, come i film basati sulle ballerine o sulle nuotatrici (Vedi Esther Williams), facevano impazzire gli appassionati e stroncavano tutti gli altri.
Almeno io la penso così, dopo aver visto alcuni film della Henie in TV... ma forse all'epoca piaceva a tutti.
La Henie è definita "la fata del ghiaccio" ed effettivamente tutti i suoi film si basano esclusivamente sul fatto che lei fosse una "campionessa olimpionica del pattino" (com'è scritto sul retro della cartolina).
Visto che era anche abbastanza carina le costruirono attorno tutta una serie di film sui pattini che, come i film basati sulle ballerine o sulle nuotatrici (Vedi Esther Williams), facevano impazzire gli appassionati e stroncavano tutti gli altri.
Almeno io la penso così, dopo aver visto alcuni film della Henie in TV... ma forse all'epoca piaceva a tutti.
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sabato 15 marzo 2014
Arditi d'Italia (Carta intestata)
Una comunicazione "interna" di scarso interesse (le nomine al Direttorio di Trieste nel 1937) che nemmeno pubblico, ma con la bellissima carta intestata della "Federazione Nazionale Arditi d'Italia" con lo stemma e il motto "Al di là del Dovere" che secondo me val la pena di vedere.
La sede era nel magnifico Palazzo Doria Pamphilj a Roma, in Piazza Grazioli, a fianco di Palazzo Grazioli che diventerà famoso in tempi più recenti per tutt'altri motivi e residenze.
La sede era nel magnifico Palazzo Doria Pamphilj a Roma, in Piazza Grazioli, a fianco di Palazzo Grazioli che diventerà famoso in tempi più recenti per tutt'altri motivi e residenze.
Voglio vivere con Letizia (1938)
Il faccione di Gino Cervi in una cartolina pubblicitaria del film "Voglio vivere con Letizia" (regia di Camillo Mastrocinque, 1938) segna una svolta che potrebbe sconvolgere gli equilibri di questo blog.
Ho infatti appena ritrovato una cartellona piena zeppa di locandine di film (e qualcosa di teatro) che sembrano andare dagli Anni Trenta ai Cinquanta del Novecento.
Io sono un'appassionata di vecchi film e dovrò fare uno sforzo per non mollare tutto il resto e fare un blog solo su questo materiale.
Sul retro della cartolina c'è il titolo del film con sotto gli interpreti (Assia Noris, Umberto Melnati, Gino Cervi, in quest'ordine) e il nome del regista.
Sul davanti il timbro del locale in cui veniva proiettato il film a Trieste: il Teatro Rossetti, oggi e da molti anni consacrato solo a spettacoli teatrali.
Queste cose di cinema hanno il vantaggio di permettere sempre una datazione precisa, il che non è poco: basta guardare di che anno è il film ed è fatta.
A parte quei film americani e inglesi, vietati sotto il fascismo, che uscirono in Italia solo dopo la guerra che confondono un po' le acque.
Ho infatti appena ritrovato una cartellona piena zeppa di locandine di film (e qualcosa di teatro) che sembrano andare dagli Anni Trenta ai Cinquanta del Novecento.
Io sono un'appassionata di vecchi film e dovrò fare uno sforzo per non mollare tutto il resto e fare un blog solo su questo materiale.
Sul retro della cartolina c'è il titolo del film con sotto gli interpreti (Assia Noris, Umberto Melnati, Gino Cervi, in quest'ordine) e il nome del regista.
Sul davanti il timbro del locale in cui veniva proiettato il film a Trieste: il Teatro Rossetti, oggi e da molti anni consacrato solo a spettacoli teatrali.
Queste cose di cinema hanno il vantaggio di permettere sempre una datazione precisa, il che non è poco: basta guardare di che anno è il film ed è fatta.
A parte quei film americani e inglesi, vietati sotto il fascismo, che uscirono in Italia solo dopo la guerra che confondono un po' le acque.
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Borsetta da sera con perline (anni 20)
Scavando scavando, ho ritrovato anche questa che non vedevo da mille anni.
Borsetta da sera tutta ricamata a perline, suppongo degli Anni Venti o lì attorno.
Perfetta, non le manca una perlina... non riesco a immaginare quanto lavoro sia stato necessario per cucire a mano minuscola perlina per minuscola perlina.
L'interno è in seta ed è integro, la chiusura è decorata con piccolissime pietre dure.
Misure: circa cm 16 x cm 16.
Come tutte queste cose che a me sembrano bellissime, se cerchi di darle un valore ti dicono "Eh una volta se usava, fin tre anni fa se vendeva benissimo, ma adesso no le vol più nissùn... massimo massimo ghe posso dar 30 euro".
Ma ficcateli nel culo i trenta euro, eh.
Borsetta da sera tutta ricamata a perline, suppongo degli Anni Venti o lì attorno.
Perfetta, non le manca una perlina... non riesco a immaginare quanto lavoro sia stato necessario per cucire a mano minuscola perlina per minuscola perlina.
L'interno è in seta ed è integro, la chiusura è decorata con piccolissime pietre dure.
Misure: circa cm 16 x cm 16.
Come tutte queste cose che a me sembrano bellissime, se cerchi di darle un valore ti dicono "Eh una volta se usava, fin tre anni fa se vendeva benissimo, ma adesso no le vol più nissùn... massimo massimo ghe posso dar 30 euro".
Ma ficcateli nel culo i trenta euro, eh.
giovedì 13 marzo 2014
Donnine Nude! (Più o meno) (6)
Dopo un bel po' di tempo: una donnina.
Francese, firmata da Suzanne Meunier.
Come al solito, sarà databile attorno al 1920, immagino.
Il titolo è "Frileuses de Paris". (probabilmente fa parte di una serie di cartoline a tema).
Ma se è tanto frileuse (freddolosa) perchè non si veste di più?
Francese, firmata da Suzanne Meunier.
Come al solito, sarà databile attorno al 1920, immagino.
Il titolo è "Frileuses de Paris". (probabilmente fa parte di una serie di cartoline a tema).
Ma se è tanto frileuse (freddolosa) perchè non si veste di più?
Egitto: cartolina postale d'inizio Novecento
Cartolina postale egiziana d'inizio Novecento (una uguale, in rete, è del 1903).
Pare che qualcuno amasse raccogliere cartoline postali dei più svariati paesi: questa è proprio una cartolina d'Egitto.
Pare che qualcuno amasse raccogliere cartoline postali dei più svariati paesi: questa è proprio una cartolina d'Egitto.
Signora con Cappello Nero
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