Una volta tanto so esattamente di chi sia la foto: questo meraviglioso vecchio signore con la fluente barba e gli occhi azzurri è il pittore triestino Giuseppe Garzolini (1850 - 1938)
martedì 1 aprile 2014
Giuseppe Garzolini, pittore triestino
Trieste 1944, Carta d'identità interinale
Una strana carta d'identità del Comune di Trieste.
Vi si legge sopra che in mancanza di moduli ufficiali il Comune di Trieste era stato autorizzato con nota prefettizia del 12 novembre 1943 a emettere queste Carte d'Identità Interinali, stampate dall' "Editoriale Libraria"
Questa ha la data del 30 marzo 1944.
Mostro anche l'interno perchè è diverso dal solito: per leggere i dati infatti bisogna ruotare il documento.
Manca la foto, ma l'ho trovata così.
Vi si legge sopra che in mancanza di moduli ufficiali il Comune di Trieste era stato autorizzato con nota prefettizia del 12 novembre 1943 a emettere queste Carte d'Identità Interinali, stampate dall' "Editoriale Libraria"
Questa ha la data del 30 marzo 1944.
Mostro anche l'interno perchè è diverso dal solito: per leggere i dati infatti bisogna ruotare il documento.
Manca la foto, ma l'ho trovata così.
Cortina, 28 dicembre 1939
Due foto scattate sulle nevi della dolce Cortina dell'inverno (28 dicembre) del 1939.
Le pubblico, come spesso faccio, per l'abbigliamento e l'attrezzatura di chi vi è ritratto (specialmente le scarpe).
Le pubblico, come spesso faccio, per l'abbigliamento e l'attrezzatura di chi vi è ritratto (specialmente le scarpe).
Senosecchia 1895?
Cartolina viaggiata, inviata da Senosecchia.
Il timbro postale si legge male, ma di sicuro è anteriore al 1918, visto che sul francobollo c'è Francesco Giuseppe.
Potrebbe essere del 1895, per quel che si vede del timbro... ma il testo fa venire dei dubbi poichè parla di una "volata in automobile" e non so mica quanto volassero le automobili nel 1895!
Il timbro postale si legge male, ma di sicuro è anteriore al 1918, visto che sul francobollo c'è Francesco Giuseppe.
Potrebbe essere del 1895, per quel che si vede del timbro... ma il testo fa venire dei dubbi poichè parla di una "volata in automobile" e non so mica quanto volassero le automobili nel 1895!
Il Divieto
Foto della fine degli Anni Trenta, immagino scattata solo per fotografare il cartello che vieta di fare fotografie nella zona.
Le due sorelle
Due ragazze, probabilmente sorelle data la somiglianza di lineamenti, pettinature e abiti, fotografate da "Ludwig Berenyi" a Vienna, presumibilmente attorno al 1890.
mercoledì 26 marzo 2014
Una lettera: Firenze, 26 marzo 1922
Infilata in un vecchio libro ho trovato anche questa lettera, datata 26 marzo (esattamente 92 anni fa) e inviata da un giovane triestino che studiava a Firenze a un'amica rimasta a Trieste.
Il nome del mittente non c'è sulla busta e la firma potrebbe essere, forse, "Tito".
La prima facciata contiene convenevoli e complimenti per il buon carattere della destinataria, (così diversa da altre signorine che "si rodono dal malcontento e smaniano dietro a stravaganze isteroidi)" ma le altre tre (che pubblico) sono un bellissimo spaccato della vita quotidiana e culturale della Firenze del 1922.
Prima c'è un accenno a un'epidemia di "encefalite letargica" seguita a quella di influenza, quindi parla di un'esposizione d'arte organizzata da Sem Benelli, poi dei giornali che lo scrivente, acceso anticlericale, legge ("Il Travaso delle Idee" e "Italia Laica").
Vengono citate un' imminente Fiera Internazionale del Libro e una Mostra d'arte italiana del Seicento e Settecento a Palazzo Pitti.
Quindi si passa a parlare d'Opera: Firenze ha "finalmente" una propria stagione lirica al Teatro alla "Pergola" dove si danno diverse opere, tra cui la "Francesca da Rimini" che il giovane studente ha già visto due volte.
Nell'ultima facciata, la descrizione delle serate speciali (che costano solo 5 lire all'anno) organizzate per gli studenti da Ildebrando Pizzetti, direttore del "Gruppo Universitario Musicale".
Infine: è appena iniziata la stagione di corse al galoppo (alle "Cascine") e quindi il tempo si è fatto orribile e tale resterà (prevede lo scrivente) fino alla fine della stagione.
Il nome del mittente non c'è sulla busta e la firma potrebbe essere, forse, "Tito".
La prima facciata contiene convenevoli e complimenti per il buon carattere della destinataria, (così diversa da altre signorine che "si rodono dal malcontento e smaniano dietro a stravaganze isteroidi)" ma le altre tre (che pubblico) sono un bellissimo spaccato della vita quotidiana e culturale della Firenze del 1922.
Prima c'è un accenno a un'epidemia di "encefalite letargica" seguita a quella di influenza, quindi parla di un'esposizione d'arte organizzata da Sem Benelli, poi dei giornali che lo scrivente, acceso anticlericale, legge ("Il Travaso delle Idee" e "Italia Laica").
Vengono citate un' imminente Fiera Internazionale del Libro e una Mostra d'arte italiana del Seicento e Settecento a Palazzo Pitti.
Quindi si passa a parlare d'Opera: Firenze ha "finalmente" una propria stagione lirica al Teatro alla "Pergola" dove si danno diverse opere, tra cui la "Francesca da Rimini" che il giovane studente ha già visto due volte.
Nell'ultima facciata, la descrizione delle serate speciali (che costano solo 5 lire all'anno) organizzate per gli studenti da Ildebrando Pizzetti, direttore del "Gruppo Universitario Musicale".
Infine: è appena iniziata la stagione di corse al galoppo (alle "Cascine") e quindi il tempo si è fatto orribile e tale resterà (prevede lo scrivente) fino alla fine della stagione.
Opicina, Villa Maria
Ho trovato queste due foto di una villa che, dagli indirizzi di alcune lettere, ho saputo essere "Villa Maria" a Opicina... ma a quel tempo (anni 10 del Novecento, più o meno) bastava scrivere "Villa Maria, Opicina" e la posta veniva recapitata, senza nomi di vie o altro inutile ciarpame.
Penso che una villa così, anche se ristrutturata, dovrebbe esistere ancora e Opicina non è NewYork... ma io non l'ho ancora trovata.
Però la cerco.
Purtroppo la foto in cui la villa si vede per intero è scattata sul retro, mentre quella che è scattata sul davanti "taglia" la casa di un bel pezzo.
Rimangono diversi punti di riferimento, tra cui la fontana, l'angolo "tondo" a torretta e il cancello con le colonne che è abbastanza lontano dall'abitazione.
Le colline sullo sfondo sembrano quelle sopra Trieste e le ville d'epoca a Opicina sono riunite in uno spazio non molto grande tra via Nazionale, via dell'Hermada, Via Monterè e via del Ricreatorio, più o meno (qualcosa c'è anche in via Carsia e via del Sabotino, ma credo siano un po' più moderne).
Io continuo a cercare perchè mi piacerebbe sapere com'è adesso... poi, magari, regalo le foto agli attuali proprietari.
Penso che una villa così, anche se ristrutturata, dovrebbe esistere ancora e Opicina non è NewYork... ma io non l'ho ancora trovata.
Però la cerco.
Purtroppo la foto in cui la villa si vede per intero è scattata sul retro, mentre quella che è scattata sul davanti "taglia" la casa di un bel pezzo.
Rimangono diversi punti di riferimento, tra cui la fontana, l'angolo "tondo" a torretta e il cancello con le colonne che è abbastanza lontano dall'abitazione.
Le colline sullo sfondo sembrano quelle sopra Trieste e le ville d'epoca a Opicina sono riunite in uno spazio non molto grande tra via Nazionale, via dell'Hermada, Via Monterè e via del Ricreatorio, più o meno (qualcosa c'è anche in via Carsia e via del Sabotino, ma credo siano un po' più moderne).
Io continuo a cercare perchè mi piacerebbe sapere com'è adesso... poi, magari, regalo le foto agli attuali proprietari.
martedì 25 marzo 2014
Borsetta da sera e guanti di pizzo
Trovata una scatola di borsettine da sera.
Nulla di prezioso, ma alcune sono graziose.
Sono di mia madre, quindi al massimo sono datate Anni Cinquanta, niente di antichissimo.
La più graziosa, secondo me, è questa... penso che il materiale si chiami "Gros-grain".
E' molto piccola: nei punti più larghi non arriva a cm14 x cm18... più o meno un grosso portamonete.
Ha anche una corta catenella come manico, ma nella foto non si vede.
All'interno c'era un paio di bellissimi guanti lunghi di pizzo: visto che ho la stessa misura, ne ho indossato uno per la foto.
L'unica posizione che ho trovato è stata tenere il braccio alto e appoggiare la borsa a un armadio... il che ha penalizzato l'affusolatezza delle mie ditine.
(mi scuso se non ho le unghie lunghe e laccate di scarlatto che ci vorrebbero)
Nulla di prezioso, ma alcune sono graziose.
Sono di mia madre, quindi al massimo sono datate Anni Cinquanta, niente di antichissimo.
La più graziosa, secondo me, è questa... penso che il materiale si chiami "Gros-grain".
E' molto piccola: nei punti più larghi non arriva a cm14 x cm18... più o meno un grosso portamonete.
Ha anche una corta catenella come manico, ma nella foto non si vede.
All'interno c'era un paio di bellissimi guanti lunghi di pizzo: visto che ho la stessa misura, ne ho indossato uno per la foto.
L'unica posizione che ho trovato è stata tenere il braccio alto e appoggiare la borsa a un armadio... il che ha penalizzato l'affusolatezza delle mie ditine.
(mi scuso se non ho le unghie lunghe e laccate di scarlatto che ci vorrebbero)
Post n° 201, faccio di nuovo il punto.
Dopo altri cento post, relaziono zelante sullo stato dell'Opera.
Mi piacerebbe che questo blog saltasse meno di palo in frasca, però il materiale da pubblicare non lo scelgo: lo trovo.
Mi piacerebbe che le foto molto vecchie non finissero mai, ma finiranno e anche abbastanza presto.
Vorrei più cartoline... ma le cartoline che ho sono quelle.
Se penso che ne ho date via 750 l'anno scorso mi mangio le mani, ma l'anno scorso non potevo immaginare questo blog e cosa avrei trovato nei cassetti e negli armadi.
Per esempio, il ritrovamento inaspettato di moltissime locandine di vecchi film di sicuro cambierà gli equilibri del blog rispetto a quel che pensavo agli inizi.
Una buona (per me) notizia è che ho finalmente ritrovato un po' di foto e materiale riguardante anche la famiglia di mia madre (almeno mio nonno e la sua famiglia, su mia nonna quasi nulla)... non ho niente contro la famiglia di mio padre, ma anche dalla parte materna ci sono cose da raccontare.
E poi, con tutto il rispetto per le mitiche prozie di mio padre, i componenti della famiglia di mia madre li ho conosciuti quasi tutti e sono più affezionata a loro che a persone morte più di dieci anni prima che io nascessi.
Mio nonno paterno morì quando non avevo nemmeno cinque anni, tanto per dire, ma l'altro nonno è morto che ne avevo più di trenta quindi è chiaro che sono più legata al suo ricordo.
Purtroppo temo che un pacco di foto dei miei nonni materni da giovani, il matrimonio e gli anni precedenti sia andato perduto per sempre, ma qualcosa ho trovato.
Per il resto, vado avanti giorno per giorno.
Ormai, più o meno, credo di aver esplorato tutti i cassetti e gli armadi a disposizione e ho un'idea abbastanza realistica di cosa mi ritrovo ad avere.
Un mucchio immane di scartoffie, se posso azzardare una definizione.
Dal mucchio cerco di prendere non le cose rare (il 99% delle cose che ci sono in questo blog ce le ha a casa la maggior parte delle famiglie... o ne ha di equivalenti), ma quelle che hanno un qualcosa che richiama la mia attenzione, qualcosa di curioso o (per me) interessante.
Dovessi mettere qui tutto quello che c'è non basterebbe la vita che mi rimane (e non sono sicurissima che basterà nemmeno per quel che scelgo dal mucchio).
Quindi ribadisco che non ho pretese di mostrare chissà che rarità o chissà che roba preziosa: è solo quel che c'è nei cassetti di una famiglia borghese, quel che il tempo e il caso vi hanno portato, non un museo o una collezione d'arte.
Quelli che dicono "Tsk Tsk ma ste cose le ho anche io, ma è roba comunissima", si facciano pure un blog anche loro... se non lo fanno, non è colpa mia.
I visitatori sono pochissimi, ma io mi diverto e imparo anche un sacco di cose che non sapevo.
Detto ciò, ci vediamo al post 301.
Mi piacerebbe che questo blog saltasse meno di palo in frasca, però il materiale da pubblicare non lo scelgo: lo trovo.
Mi piacerebbe che le foto molto vecchie non finissero mai, ma finiranno e anche abbastanza presto.
Vorrei più cartoline... ma le cartoline che ho sono quelle.
Se penso che ne ho date via 750 l'anno scorso mi mangio le mani, ma l'anno scorso non potevo immaginare questo blog e cosa avrei trovato nei cassetti e negli armadi.
Per esempio, il ritrovamento inaspettato di moltissime locandine di vecchi film di sicuro cambierà gli equilibri del blog rispetto a quel che pensavo agli inizi.
Una buona (per me) notizia è che ho finalmente ritrovato un po' di foto e materiale riguardante anche la famiglia di mia madre (almeno mio nonno e la sua famiglia, su mia nonna quasi nulla)... non ho niente contro la famiglia di mio padre, ma anche dalla parte materna ci sono cose da raccontare.
E poi, con tutto il rispetto per le mitiche prozie di mio padre, i componenti della famiglia di mia madre li ho conosciuti quasi tutti e sono più affezionata a loro che a persone morte più di dieci anni prima che io nascessi.
Mio nonno paterno morì quando non avevo nemmeno cinque anni, tanto per dire, ma l'altro nonno è morto che ne avevo più di trenta quindi è chiaro che sono più legata al suo ricordo.
Purtroppo temo che un pacco di foto dei miei nonni materni da giovani, il matrimonio e gli anni precedenti sia andato perduto per sempre, ma qualcosa ho trovato.
Per il resto, vado avanti giorno per giorno.
Ormai, più o meno, credo di aver esplorato tutti i cassetti e gli armadi a disposizione e ho un'idea abbastanza realistica di cosa mi ritrovo ad avere.
Un mucchio immane di scartoffie, se posso azzardare una definizione.
Dal mucchio cerco di prendere non le cose rare (il 99% delle cose che ci sono in questo blog ce le ha a casa la maggior parte delle famiglie... o ne ha di equivalenti), ma quelle che hanno un qualcosa che richiama la mia attenzione, qualcosa di curioso o (per me) interessante.
Dovessi mettere qui tutto quello che c'è non basterebbe la vita che mi rimane (e non sono sicurissima che basterà nemmeno per quel che scelgo dal mucchio).
Quindi ribadisco che non ho pretese di mostrare chissà che rarità o chissà che roba preziosa: è solo quel che c'è nei cassetti di una famiglia borghese, quel che il tempo e il caso vi hanno portato, non un museo o una collezione d'arte.
Quelli che dicono "Tsk Tsk ma ste cose le ho anche io, ma è roba comunissima", si facciano pure un blog anche loro... se non lo fanno, non è colpa mia.
I visitatori sono pochissimi, ma io mi diverto e imparo anche un sacco di cose che non sapevo.
Detto ciò, ci vediamo al post 301.
Tomba di Dante: "Oleum lucet, fovet flammam"
Di questa cartolina so solo quel che c'è scritto sopra.
Rappresenta una lampada votiva, opera di Giovanni Mayer che "Trieste e le provincie sorelle" offrirono il 13 settembre 1908.
L'opera porta il motto "Oleum lucet, fovet flammam".
Il voto era, ovviamente, di venir ricongiunti all'Italia.
La cartolina è viaggiata, il timbro non è chiaro, ma dovrebbe esser stata spedita negli anni Venti.
Rappresenta una lampada votiva, opera di Giovanni Mayer che "Trieste e le provincie sorelle" offrirono il 13 settembre 1908.
L'opera porta il motto "Oleum lucet, fovet flammam".
Il voto era, ovviamente, di venir ricongiunti all'Italia.
La cartolina è viaggiata, il timbro non è chiaro, ma dovrebbe esser stata spedita negli anni Venti.
lunedì 24 marzo 2014
Donnine Nude! (Più o meno) (7)
Una donnina, dopo tanto tempo.
Non delle più belle: il disegno non è firmato.
Italiana, di sicuro posteriore al 1918 perchè quello è l'anno della Proprietà Artistica Riservata... facciamo 1919 e non ne parliamo più.
Mi accorgo di averla scannerizzata un po' storta, ma perdonerete.
Non delle più belle: il disegno non è firmato.
Italiana, di sicuro posteriore al 1918 perchè quello è l'anno della Proprietà Artistica Riservata... facciamo 1919 e non ne parliamo più.
Mi accorgo di averla scannerizzata un po' storta, ma perdonerete.
Collegio Toppo Wassermann, Udine, 1933
Cartolina: sul retro la scritta "Gli allievi convittori del Collegio di Toppo Wassermann, nel giorno del decennale dell'Opera Nazionale Balilla" "Udine, 3 aprile 1936 XIV".
Non vedo cos'altro potrei aggiungere.
Non vedo cos'altro potrei aggiungere.
Passaporto Regno d'Italia, 1939
Passaporto del Regno d'Italia, 1939
Non è di sicuro una rarità, penso che chiunque abbia avuto un nonno o un padre adulto in quegli anni ne abbia uno in casa... questo è uno di quelli di casa mia.
Timbrato luglio 1939 e usato, parrebbe, per un unico viaggio, ad Agosto, in Austria passando per il Brennero.
Poi scoppiò la guerra e di viaggi di piacere all'estero se ne fecero pochini.
La moglie è iscritta sullo stesso passaporto del marito (i miei nonni paterni).

Non è di sicuro una rarità, penso che chiunque abbia avuto un nonno o un padre adulto in quegli anni ne abbia uno in casa... questo è uno di quelli di casa mia.
Timbrato luglio 1939 e usato, parrebbe, per un unico viaggio, ad Agosto, in Austria passando per il Brennero.
Poi scoppiò la guerra e di viaggi di piacere all'estero se ne fecero pochini.
La moglie è iscritta sullo stesso passaporto del marito (i miei nonni paterni).

Università di Vienna 1899
Cartolina del 1899, viaggiata, che rappresenta l'Università di Vienna.
Interessante notare che venne scritta il 1° aprile, timbrata a Vienna il 2 e giunse a Trieste il 3... mica male le Poste Imperiali.
Secondo me, oggi ci metterebbe di più.
Interessante notare che venne scritta il 1° aprile, timbrata a Vienna il 2 e giunse a Trieste il 3... mica male le Poste Imperiali.
Secondo me, oggi ci metterebbe di più.
"I Lancieri del Bengala", 1935 (Gary Cooper)
Una volta tanto ho trovato la locandina di un filmone strafamosissimo, che fu all'epoca un successo clamoroso e che ancor oggi viene citato e visto volentieri.
"I Lancieri del Bengala" (1935, Paramounth)), regia di Henry Hathaway, con Gary Cooper e Franchot Tone: avventura, eroismo, cornice esotica, attori famosi, tigri, cavalli... non gli manca nulla.
Infatti lo slogan dice "Possente! Sfarzoso! Emozionante!"
La locandina è piegata in modi strani e sta per strapparsi dove c'è un punto metallico.
Da essa si apprende che arrivò in Italia in anno dopo e fu il più grande film della stagione 1936/37.
Scannerizzo solo il davanti e il retro per non rischiare di fare a pezzi qualcosa che ce l'ha fatta a resistere per quasi ottant'anni.

"I Lancieri del Bengala" (1935, Paramounth)), regia di Henry Hathaway, con Gary Cooper e Franchot Tone: avventura, eroismo, cornice esotica, attori famosi, tigri, cavalli... non gli manca nulla.
Infatti lo slogan dice "Possente! Sfarzoso! Emozionante!"
La locandina è piegata in modi strani e sta per strapparsi dove c'è un punto metallico.
Da essa si apprende che arrivò in Italia in anno dopo e fu il più grande film della stagione 1936/37.
Scannerizzo solo il davanti e il retro per non rischiare di fare a pezzi qualcosa che ce l'ha fatta a resistere per quasi ottant'anni.

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La Venexiana
Foto scattata in uno studio di Venezia ("Fratelli Marco e Giovanni Contarini, San Marco, Ponte San Moisè 2090") probabilmente prima del 1880 (la butto là per la foggia dell'abito).
Spero che nessun discendente della signora càpiti mai in questo blog perchè la trovo di una bruttezza notevole, anche per l'epoca.
Spero che nessun discendente della signora càpiti mai in questo blog perchè la trovo di una bruttezza notevole, anche per l'epoca.
Portorose, San Bernardino
Primo Compleanno (1925)
Foto di bimbo: sul retro c'è una scritta che dice che è stata scattata nel giorno del suo primo compleanno, nella primavera del 1925.
Foto Bechtinger, Viale XX Settembre 27, Trieste.
Foto Bechtinger, Viale XX Settembre 27, Trieste.
domenica 23 marzo 2014
"Rose Marie", 1936
Locandina del film musicale "Rose Marie", con Nelson Eddy e Jeanette MacDonald (e un giovanissimo James Stewart), regia di W.S. Van Dyke, 1936, MGM
Film famosissimo e leziosissimo, tratto da un'operetta e ambientato nelle foreste canadesi.
Timbro del "Gran Cinema Italia, via Dante n°3, Trieste".
Qualcuno ha scritto qualcosa a matita sulla locandina, forse le parole di una delle canzoni.
Anche in questo caso la locandina è lunga e ripiegata in tre... l'ho scannerizzata come meglio potevo per mostrare la foto dell' "Alto Canadà" con gli indiani, anche se bisogna girare la testa (o il pc) di lato per vederla bene.
Film famosissimo e leziosissimo, tratto da un'operetta e ambientato nelle foreste canadesi.
Timbro del "Gran Cinema Italia, via Dante n°3, Trieste".
Qualcuno ha scritto qualcosa a matita sulla locandina, forse le parole di una delle canzoni.
Anche in questo caso la locandina è lunga e ripiegata in tre... l'ho scannerizzata come meglio potevo per mostrare la foto dell' "Alto Canadà" con gli indiani, anche se bisogna girare la testa (o il pc) di lato per vederla bene.
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Conte Segrè-Sartorio, Senatore del Regno
Il Conte Salvatore Segrè-Sartorio ringrazia i miei nonni paterni per delle condoglianze da loro ricevute.
Mi spiace che il biglietto non abbia una firma perchè usa la formula per cui il nome stampato è il soggetto e il resto del discorso è in terza persona, come si può vedere.
Sul retro, affettuosi convenevoli e l'auspicio di rivedersi al suo ritorno a Trieste.
Non c'è una data, ma Segrè-Santorio fu eletto senatore nel 1924, quindi il biglietto è di sicuro posteriore a tale data.
Mi spiace che il biglietto non abbia una firma perchè usa la formula per cui il nome stampato è il soggetto e il resto del discorso è in terza persona, come si può vedere.
Sul retro, affettuosi convenevoli e l'auspicio di rivedersi al suo ritorno a Trieste.
Non c'è una data, ma Segrè-Santorio fu eletto senatore nel 1924, quindi il biglietto è di sicuro posteriore a tale data.
Falzarego: inaugurazione lapide al Tenente Fusetti 1933
Una piccolissima foto (circa cm5 x cm 8) di quelle scattate con la macchina di mio nonno che le faceva, a quanto pare, sempre stampare piccolissime.
Sul retro c'è la scritta "Passo del Falzarego. Inaugurazione della lapide all'Eroe Ten. Fusetti" la data (Agosto 1933) e la nota sulla presenza di una qualche autorità che purtroppo non riesco a decifrare... potrebbe essere "Sua Eccellenza Mannaresi".
Visto che con gli Alpini mio nonno non aveva nulla a che fare, suppongo che si trovasse là in vacanza con la famiglia e fosse andato ad assistere alla cerimonia.
Sul retro c'è la scritta "Passo del Falzarego. Inaugurazione della lapide all'Eroe Ten. Fusetti" la data (Agosto 1933) e la nota sulla presenza di una qualche autorità che purtroppo non riesco a decifrare... potrebbe essere "Sua Eccellenza Mannaresi".
Visto che con gli Alpini mio nonno non aveva nulla a che fare, suppongo che si trovasse là in vacanza con la famiglia e fosse andato ad assistere alla cerimonia.
Coppia attorno al 1895
Una giovane coppia ritratta da "Francesco Benque" presumibilmente negli ultimissimi anni dell'Ottocento.
Interessante la pettinatura (alla "Tordella" per chi ancora sa chi fosse la Tordella) di lei e anche il vestito a quadretti.
Curiosa la forma a rombo della foto, forse finalizzata a qualche cornice particolare.
In ogni caso andava di moda perchè anche la stampa sul retro segue la forma romboidale (cioè non è un cartoncino quadrato che è stato girato: è proprio fatto per essere usato così).
Interessante la pettinatura (alla "Tordella" per chi ancora sa chi fosse la Tordella) di lei e anche il vestito a quadretti.
Curiosa la forma a rombo della foto, forse finalizzata a qualche cornice particolare.
In ogni caso andava di moda perchè anche la stampa sul retro segue la forma romboidale (cioè non è un cartoncino quadrato che è stato girato: è proprio fatto per essere usato così).
Modelli e Prezzi di una Sartoria (Autunno-Inverno 1932-33)
Catalogo dell'autunno/inverno 1932/33 delle Confezioni per Signora "Castelnuovo" di Roma.
Interessanti, più dei prezzi, i nomi dei modelli.
(cliccare sull'immagine per ingrandirla)
Interessanti, più dei prezzi, i nomi dei modelli.
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