Due manubri da ginnastica in ghisa e ferro (?) databili attorno al 1940.
Pesano 2,5 chili l'uno e hanno un marchio EH che non so cosa significhi.
venerdì 24 marzo 2017
Manubri da ginnastica 1940 circa
giovedì 23 marzo 2017
Zara."La Venezia Giulia e la Dalmazia" 1911
Piccolo libro (circa cm 12 x cm 17), casa editrice "La Libreria", Trieste 1911.
Autore: Antonio Battara.
È il volume dedicato a Zara e fa parte di una collana dal titolo "La Venezia Giulia e la Dalmazia".
Storia, opere d'arte, monumenti e uomini illustri della città di Zara, purtroppo con poche illustrazioni (che pubblico tutte meno una riproduzione de "L'assedio di Zara del 1346" del Tintoretto che è molto confusa).
Autore: Antonio Battara.
È il volume dedicato a Zara e fa parte di una collana dal titolo "La Venezia Giulia e la Dalmazia".
Storia, opere d'arte, monumenti e uomini illustri della città di Zara, purtroppo con poche illustrazioni (che pubblico tutte meno una riproduzione de "L'assedio di Zara del 1346" del Tintoretto che è molto confusa).
mercoledì 22 marzo 2017
Una notte all'Opera. Vienna 1922.
Ho trovato una miriade di libretti d'opera.
Alcuni sono belli e antichi ma, come al solito, non li vuole nessuno.
In un libretto tedesco per "Un ballo in maschera" di Verdi ho trovato la locandina, i due biglietti del Teatro (la Volksoper di Vienna) e anche i biglietti del tram che ha portato i due spettatori fino al teatro.
Tutto perfetto: messo tra le pagine il 7 agosto 1922 e lì rimasto come se fosse ieri.
Alcuni sono belli e antichi ma, come al solito, non li vuole nessuno.
In un libretto tedesco per "Un ballo in maschera" di Verdi ho trovato la locandina, i due biglietti del Teatro (la Volksoper di Vienna) e anche i biglietti del tram che ha portato i due spettatori fino al teatro.
Tutto perfetto: messo tra le pagine il 7 agosto 1922 e lì rimasto come se fosse ieri.
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martedì 21 marzo 2017
Scena da un Matrimonio 1953
Dopo la foto di sole giovani signore, un altro matrimonio del 1953 (quello dei miei genitori) con un gruppo di soli giovani signori.
Da sinistra: Gianni Tamaro, Giampaolo de Ferra, Fulvio Anzellotti, Arduino Agnelli, Mariano Faraguna (testimone), Lino Carpinteri (sposo), Giorgio Padoa e Giorgio Vidusso.
Dietro si intravedono Pippo de Curtis e mia madre in abito da sposa.
Altri tempi e altri abbigliamenti: lo sposo in tight e la sposa (nonostante fosse maggio inoltrato) con abito accollatissimo e maniche lunghe per rispetto alla cerimonia religiosa.
Da sinistra: Gianni Tamaro, Giampaolo de Ferra, Fulvio Anzellotti, Arduino Agnelli, Mariano Faraguna (testimone), Lino Carpinteri (sposo), Giorgio Padoa e Giorgio Vidusso.
Dietro si intravedono Pippo de Curtis e mia madre in abito da sposa.
Altri tempi e altri abbigliamenti: lo sposo in tight e la sposa (nonostante fosse maggio inoltrato) con abito accollatissimo e maniche lunghe per rispetto alla cerimonia religiosa.
lunedì 20 marzo 2017
Esercitazioni in Carso, 1941 circa
Altre due foto dell' "Ottavo Battaglione Movimento Stradale" in cui venne richiamato mio nonno paterno quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale e che aveva tra le occupazioni principali farsi fotografie, visto il numero di foto che ho trovato.
Qui abbiamo un'esercitazione in Carso (con borghesi in visita) e una foto di gruppo in caserma.
Mio nonno è nella prima foto l'Ufficiale con il cappottone e le mani in tasca e nella seconda l'uomo che sorride al centro con un braccio piegato.
Il Battaglione, che dipendeva dall'Arma di Cavalleria ed era formato da riservisti, fu istituito nel 1940 e venne sciolto nel 1943.
Nella prima foto mi sembra che ci siano anche due ufficiali tedeschi.
Qui abbiamo un'esercitazione in Carso (con borghesi in visita) e una foto di gruppo in caserma.
Mio nonno è nella prima foto l'Ufficiale con il cappottone e le mani in tasca e nella seconda l'uomo che sorride al centro con un braccio piegato.
Il Battaglione, che dipendeva dall'Arma di Cavalleria ed era formato da riservisti, fu istituito nel 1940 e venne sciolto nel 1943.
Nella prima foto mi sembra che ci siano anche due ufficiali tedeschi.
domenica 19 marzo 2017
"Qui si vende il Piccolo di Trieste" (cartello)
Piccolo cartello in latta stampata a rilievo (22cm x 11cm circa) con la scritta "Qui si vende il Piccolo di Trieste".
Questi cartelli venivano esposti nelle edicole e nelle rivendite di giornali.
Non so di che epoca sia... so che è in casa da una quarantina di anni come minimo ed era già vecchio quando mio padre lo trovò al giornale e me lo diede.
Visto che è stato trovato "alla fonte" non è mai stato usato e quindi è assolutamente perfetto.
L'unica altra scritta è un piccolissimo "E. Passero & C, Monfalcone, Milano" che è ovviamente il nome della ditta che faceva i cartelli e che stando a quanto ho trovato fu attiva a Monfalcone tra il 1907 e il 1983.
Questi cartelli venivano esposti nelle edicole e nelle rivendite di giornali.
Non so di che epoca sia... so che è in casa da una quarantina di anni come minimo ed era già vecchio quando mio padre lo trovò al giornale e me lo diede.
Visto che è stato trovato "alla fonte" non è mai stato usato e quindi è assolutamente perfetto.
L'unica altra scritta è un piccolissimo "E. Passero & C, Monfalcone, Milano" che è ovviamente il nome della ditta che faceva i cartelli e che stando a quanto ho trovato fu attiva a Monfalcone tra il 1907 e il 1983.
sabato 18 marzo 2017
Druse Mirko 1948 (Disegni di Renzo Kollmann)
Due disegni di Renzo Kollmann (si idee di Carpinteri & Faraguna) per "La Cittadella" che mostrano Druse Mirko come simbolo del momento travagliato che vide la Jugoslavia di Tito staccarsi dal blocco sovietico.
Quindi siamo nel 1948.
Nel primo disegno Mirko va a braccetto sia con Tito sia con Stalin, nel secondo viene tirato in direzioni opposte dall'asino jugoslavo e dal cavallo sovietico
I disegni sono incorniciati e hanno una didascalia in italiano e inglese perché facevano parte di un gruppo di disegni esposti anni fa in una mostra sui Kollmann.
Quindi siamo nel 1948.
Nel primo disegno Mirko va a braccetto sia con Tito sia con Stalin, nel secondo viene tirato in direzioni opposte dall'asino jugoslavo e dal cavallo sovietico
I disegni sono incorniciati e hanno una didascalia in italiano e inglese perché facevano parte di un gruppo di disegni esposti anni fa in una mostra sui Kollmann.
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giovedì 16 marzo 2017
Foto di gruppo Anni Trenta
Foto dell'inizio degli anni Trenta con mio padre ragazzino, i miei nonni e un gruppo di persone a me del tutto sconosciute (a parte la solita zia).
La foto ha un'aria pirandelliana perché ancora adesso in molti spettacoli teatrali i personaggi di Pirandello vestono così.
Contribuisce alla suggestione soprattutto la signora in piedi vestita di nero.
La foto ha un'aria pirandelliana perché ancora adesso in molti spettacoli teatrali i personaggi di Pirandello vestono così.
Contribuisce alla suggestione soprattutto la signora in piedi vestita di nero.
martedì 14 marzo 2017
Enea Ballarini: "Contadina con capretta"
Uno dei pittori triestini che mi piacciono di più è Enea Ballarini (1853-1938).
Di suo ho solo un'altra piccola cosa e questo acquerello su cartone piuttosto grande (circa cm70 x cm100) che rappresenta una contadina che sale un pendio con la capretta al guinzaglio.
In primo piano le rotaie del treno con una "sfumatura" che forse è muffa (trovato nella solita cantina) ma che dà un'idea di caldo estivo.
Di suo ho solo un'altra piccola cosa e questo acquerello su cartone piuttosto grande (circa cm70 x cm100) che rappresenta una contadina che sale un pendio con la capretta al guinzaglio.
In primo piano le rotaie del treno con una "sfumatura" che forse è muffa (trovato nella solita cantina) ma che dà un'idea di caldo estivo.
domenica 12 marzo 2017
Donnine nude! (Più o meno) (21)
Ultima donnina della domenica.
Prima o poi il pacchetto doveva esaurirsi.
Come al solito databile attorno al 1920, cartolina italiana non viaggiata con donnina avvolta da maliziose trasparenze che si prova scarpe nel boudoir.
Firmata dal disegnatore Giacomo Malugani.
Prima o poi il pacchetto doveva esaurirsi.
Come al solito databile attorno al 1920, cartolina italiana non viaggiata con donnina avvolta da maliziose trasparenze che si prova scarpe nel boudoir.
Firmata dal disegnatore Giacomo Malugani.
venerdì 10 marzo 2017
Il Fascio per Guglielmo Oberdan 1918
Opuscolo di nemmeno trenta pagine a cura del "Fascio Nazionale" in ricordo di Guglielmo Oberdan nell'anniversario della morte, 20 dicembre 1918.
Una delle prime iniziative editoriali triestine dopo l'arrivo dell'Italia, si direbbe, visto che era trascorso appena un mese e mezzo dalla fine della guerra.
Autore: Bruno Coceancig.
Non ci sono illustrazioni, perciò pubblico la copertina, la pagina introduttiva, la prima pagina dello scritto che sprizza gioia per la liberazione di Trieste dall'Austria e l'ultima che celebra la perpetua italianità di Trieste.
In mezzo, la vicenda di Oberdan più o meno sugli stessi toni.
Una delle prime iniziative editoriali triestine dopo l'arrivo dell'Italia, si direbbe, visto che era trascorso appena un mese e mezzo dalla fine della guerra.
Autore: Bruno Coceancig.
Non ci sono illustrazioni, perciò pubblico la copertina, la pagina introduttiva, la prima pagina dello scritto che sprizza gioia per la liberazione di Trieste dall'Austria e l'ultima che celebra la perpetua italianità di Trieste.
In mezzo, la vicenda di Oberdan più o meno sugli stessi toni.
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giovedì 9 marzo 2017
Largo Piave 1953
Foto di mia madre, probabilmente del 1953, nel "pergolo" di casa vestita da perfetta casalinga da pubblicità degli anni Cinquanta.
Sullo sfondo si intravedono il Largo Piave, con il benzinaio, l'aiuola centrale e il Bar "X" e Via Palestrina.
Sullo sfondo si intravedono il Largo Piave, con il benzinaio, l'aiuola centrale e il Bar "X" e Via Palestrina.
mercoledì 8 marzo 2017
Ricordo della Guerra '15-'18. (Attestato 1922)
Attestato di grandi dimensioni rilasciato nel febbraio 1922 dal Ministero della Guerra che autorizza mio nonno paterno a fregiarsi della medaglia ricordo della Prima Guerra Mondiale.
Visto che la data corrisponde ai giorni in cui venne congedato, penso che medaglia e attestato venissero dati a tutti coloro che avevano combattuto man mano che lasciavano l'Esercito.
Non ho più nessuna medaglia di mio nonno perché mio padre le diede all'Associazione degli Arditi per esporle nel loro museo.
Visto che la data corrisponde ai giorni in cui venne congedato, penso che medaglia e attestato venissero dati a tutti coloro che avevano combattuto man mano che lasciavano l'Esercito.
Non ho più nessuna medaglia di mio nonno perché mio padre le diede all'Associazione degli Arditi per esporle nel loro museo.
martedì 7 marzo 2017
Fratellini 1908 circa
Piccola foto databile attorno al 1908 (per l'età dei bambini, nati nel 1901 e 1905) in cui si vedono mia nonna paterna e il suo fratellino in tenuta invernale.
Purtroppo il futuro riserverà loro poche gioie da passare assieme.
Nel 1912 morirà la loro mamma e mia nonna verrà cresciuta dai nonni e dagli zii materni, mentre il fratellino rimarrà con il padre (che si risposerà, avrà altri figli e sparirà per molti anni dalla vita di mia nonna) per morire a sua volta ad appena diciotto anni.
Di lui restano questa e altre due foto e niente altro, visto che tutte le sue cose erano in un'altra casa e in un'altra famiglia.
Si chiamava Ettore Mordo (figlio di Elio Mordo e Irene Pincherle) e in città ci sono persone con lo stesso cognome che hanno un bisnonno in comune con noi e probabilmente nemmeno lo sanno.
Purtroppo il futuro riserverà loro poche gioie da passare assieme.
Nel 1912 morirà la loro mamma e mia nonna verrà cresciuta dai nonni e dagli zii materni, mentre il fratellino rimarrà con il padre (che si risposerà, avrà altri figli e sparirà per molti anni dalla vita di mia nonna) per morire a sua volta ad appena diciotto anni.
Di lui restano questa e altre due foto e niente altro, visto che tutte le sue cose erano in un'altra casa e in un'altra famiglia.
Si chiamava Ettore Mordo (figlio di Elio Mordo e Irene Pincherle) e in città ci sono persone con lo stesso cognome che hanno un bisnonno in comune con noi e probabilmente nemmeno lo sanno.
lunedì 6 marzo 2017
Mense scolastiche 1916
Foglio distribuito nel gennaio 1916 dal "Civico Fisicato " di Trieste alle Refezioni Scolastiche con una lista di pietanze "pratiche ed economiche" di "cucina sperimentale" che era possibile preparare con gli ingredienti reperibili nel periodo di guerra.
In pratica senza carne e con quelli che al tempo erano considerati pochi grassi.
Il "Civico Fisicato" istituito dall'Austria già nel 1870 era l'antesignano dei Distretti Sanitari e aveva anche compiti d'Ufficio d'Igiene.
Divideva la città in Distretti, con a capo un medico, che vigilavano sulla sanità pubblica occupandosi di medicina curativa e preventiva, igiene, scuole, alimenti, suolo pubblico, abitabilità delle case eccetera.
In caso di epidemie ogni distretto provvedeva a isolare la rispettiva zona.
In pratica senza carne e con quelli che al tempo erano considerati pochi grassi.
Il "Civico Fisicato" istituito dall'Austria già nel 1870 era l'antesignano dei Distretti Sanitari e aveva anche compiti d'Ufficio d'Igiene.
Divideva la città in Distretti, con a capo un medico, che vigilavano sulla sanità pubblica occupandosi di medicina curativa e preventiva, igiene, scuole, alimenti, suolo pubblico, abitabilità delle case eccetera.
In caso di epidemie ogni distretto provvedeva a isolare la rispettiva zona.
domenica 5 marzo 2017
Donnine nude! (Più o meno) (20)
La penultima donnina perché il pacchetto è giunto verso la fine.
Donnina non bellissima in una cartolina italiana non viaggiata, come sempre databile nel 1920 circa.
La protagonista, avvolta in un asciugamano, ma con le imprescindibili calze nere e scarpe col tacco, si mette la cipria e si guarda allo specchio (suppongo che oltre alla cipria sulla mensolina ci sia la "Colonia Coty")
La firma del disegnatore è "Willy".
Donnina non bellissima in una cartolina italiana non viaggiata, come sempre databile nel 1920 circa.
La protagonista, avvolta in un asciugamano, ma con le imprescindibili calze nere e scarpe col tacco, si mette la cipria e si guarda allo specchio (suppongo che oltre alla cipria sulla mensolina ci sia la "Colonia Coty")
La firma del disegnatore è "Willy".
sabato 4 marzo 2017
Ritratto ottocentesco e ottogonale.
Quando ho trovato questo ritratto dalla strana forma ottogonale (immagino per adattarlo a una cornice) ho pensato che fosse una stampa o una fotografia.
Guardando meglio, si scopre che è invece un disegno, molto realistico e molto ben fatto, ad acquerello e carboncino.
Non ne conosco, purtroppo, nè il soggetto nè l'autore poichè non reca nè data, nè firma (che probabilmente stava in un angolo tagliato), nè altra scritta sul retro.
Guardando meglio, si scopre che è invece un disegno, molto realistico e molto ben fatto, ad acquerello e carboncino.
Non ne conosco, purtroppo, nè il soggetto nè l'autore poichè non reca nè data, nè firma (che probabilmente stava in un angolo tagliato), nè altra scritta sul retro.
venerdì 3 marzo 2017
G. Piazza su G. Padovan con dedica a Caprin, 1896
Testo della conferenza intitolata "Di un nostro poeta" su Giglio Padovan tenuta il 13 maggio 1896 da Giulio Piazza presso la Società di Minerva a Trieste.
Estratto dall'Archeografo Triestino.
Padovan, poeta dialettale triestino e studioso del dialetto, era morto nel 1895 e Giulio Piazza, scrittore e giornalista, lo ricorda in questa conferenza di cui rimane ancora oggi traccia e memoria.
La trovate infatti integralmente in rete anche grazie al Ricreatorio Giglio Padovan.
Giulio Piazza è ricordato pure come autore di note canzonette dialettali triestine come "De soto de la flaida " e "Lassè pur (che i canti e i subi)".
Questo opuscolo trovato in casa ha la curiosità di una dedica dell'autore a Giuseppe Caprin anche lui notissimo scrittore, giornalista e patriota nonché proprietario della tipografia in cui venne stampato il testo.
Estratto dall'Archeografo Triestino.
Padovan, poeta dialettale triestino e studioso del dialetto, era morto nel 1895 e Giulio Piazza, scrittore e giornalista, lo ricorda in questa conferenza di cui rimane ancora oggi traccia e memoria.
La trovate infatti integralmente in rete anche grazie al Ricreatorio Giglio Padovan.
Giulio Piazza è ricordato pure come autore di note canzonette dialettali triestine come "De soto de la flaida " e "Lassè pur (che i canti e i subi)".
Questo opuscolo trovato in casa ha la curiosità di una dedica dell'autore a Giuseppe Caprin anche lui notissimo scrittore, giornalista e patriota nonché proprietario della tipografia in cui venne stampato il testo.
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giovedì 2 marzo 2017
Per un'ostessa (marzo 1939)
Trovato piegato tra le pagine di un vecchio libro questo disegno con poesia in dialetto triestino che sembrerebbe dedicato a un'ostessa nel ventesimo anniversario della sua osteria.
Datato marzo 1939 e firmato "Lurja" (o Luria).
Non ho trovato nulla in proposito se non che Lurja (o Luria) è un cognome ebraico abbastanza diffuso e che lo portarono uomini noti per varie cose, ma nessun disegnatore o pittore triestino, almeno da quanto reperibile in rete.
Ipotizzo che i tre "imbriagoni " siano le caricature dell'autore del disegno e di due suoi amici.
Datato marzo 1939 e firmato "Lurja" (o Luria).
Non ho trovato nulla in proposito se non che Lurja (o Luria) è un cognome ebraico abbastanza diffuso e che lo portarono uomini noti per varie cose, ma nessun disegnatore o pittore triestino, almeno da quanto reperibile in rete.
Ipotizzo che i tre "imbriagoni " siano le caricature dell'autore del disegno e di due suoi amici.
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mercoledì 1 marzo 2017
Tahalbar 1927 (Un triestino in Spagna)
Ho trovato questa foto formato cartolina di un signore a cavallo, con la scritta "Tahalbar 1927" e ho scoperto tutta la storia interessante di un triestino in Spagna.
Dalla firma, sono arrivata ad Adelchi Garzolini, uno dei numerosi figli del pittore Giuseppe Garzolini, fratello quindi di Eugenio e Guido Garzolini, nato a Trieste nel 1885, pittore e architetto (disegnò anche alcuni palazzi a Trieste) che a un certo punto si recò in Spagna, ad Almeria, per affiancare lo zio che era direttore delle Saline di Cabo de Gata.
Sarebbe rimasto in Spagna per tutta la lunga vita (morì nel 1980) lasciando un buon ricordo nella città di Almeria dove si sposò, ebbe due figlie, fu pittore, architetto, progettista di giardini, Console d'Italia nonchè successore dello zio nella direzione delle Saline.
Ricevette premi e riconoscimenti vari.
La sua biografia si trova in rete: è in spagnolo, ma è molto comprensibile.
Tahalbar, invece, è un sito archeologico, ora nemmeno presente sulle carte, nei pressi della minuscola città di Tahal che ancora oggi è in mezzo al nulla, in località deserta tra i monti, lontanissima dalla costa e figuriamoci quindi com'era nel 1927.
Viaggio avventuroso dovette essere quello di Adelchi Garzolini e della sua cavalla per raggiungere Tahalbar.
L'uomo sulla sinistra porta con disinvoltura un fucile.
Dalla firma, sono arrivata ad Adelchi Garzolini, uno dei numerosi figli del pittore Giuseppe Garzolini, fratello quindi di Eugenio e Guido Garzolini, nato a Trieste nel 1885, pittore e architetto (disegnò anche alcuni palazzi a Trieste) che a un certo punto si recò in Spagna, ad Almeria, per affiancare lo zio che era direttore delle Saline di Cabo de Gata.
Sarebbe rimasto in Spagna per tutta la lunga vita (morì nel 1980) lasciando un buon ricordo nella città di Almeria dove si sposò, ebbe due figlie, fu pittore, architetto, progettista di giardini, Console d'Italia nonchè successore dello zio nella direzione delle Saline.
Ricevette premi e riconoscimenti vari.
La sua biografia si trova in rete: è in spagnolo, ma è molto comprensibile.
Tahalbar, invece, è un sito archeologico, ora nemmeno presente sulle carte, nei pressi della minuscola città di Tahal che ancora oggi è in mezzo al nulla, in località deserta tra i monti, lontanissima dalla costa e figuriamoci quindi com'era nel 1927.
Viaggio avventuroso dovette essere quello di Adelchi Garzolini e della sua cavalla per raggiungere Tahalbar.
L'uomo sulla sinistra porta con disinvoltura un fucile.
martedì 28 febbraio 2017
Festa di Carnevale (primi Anni Cinquanta)
Visto che oggi è Martedì Grasso, propongo questa foto di una festa di Carnevale dei primi Anni Cinquanta. Potrebbe essere il 1952.
Gruppo di giovani borghesi triestini (meno uno che era Conte) tra i quali riconosco solo: Lino Carpinteri, Giorgio Padoa (?), Piero Grego (?), Giorgio Vidusso, Giampaolo de Ferra, Tullio Kezic, Roberto Costa, Ugo Amodeo e Dino Tamburini.
Gruppo di giovani borghesi triestini (meno uno che era Conte) tra i quali riconosco solo: Lino Carpinteri, Giorgio Padoa (?), Piero Grego (?), Giorgio Vidusso, Giampaolo de Ferra, Tullio Kezic, Roberto Costa, Ugo Amodeo e Dino Tamburini.
lunedì 27 febbraio 2017
La strada per Duttogliano, 1943
Piccola foto di mio padre in "braghe pompade " sulla strada che va a Duttogliano con un po' di neve.
La foto porta sul retro l'anno (1943) e la scrtta "Strada per Duttogliano" in tedesco, inglese, francese e sloveno, probabilmente con qualche intento scherzoso.
La strada è quella che va dall'ex confine secondario di Monrupino al paese ora sloveno di Duttogliano
Io non ci passo da molto, ma la percorrevo spessissimo ai tempi della ex Jugoslavia per andare a fare benzina e il primo benzinaio era appunto a Duttogliano che si trova a qualche chilometro.
Ho ancora ben presenti lo stato pessimo dell'asfalto e i grossi paracarri messi larghissimi e spesso sopra un dislivello di parecchi metri ai lati della stretta strada.
Come sia oggi non so, ma immagino meglio di allora.
La foto porta sul retro l'anno (1943) e la scrtta "Strada per Duttogliano" in tedesco, inglese, francese e sloveno, probabilmente con qualche intento scherzoso.
La strada è quella che va dall'ex confine secondario di Monrupino al paese ora sloveno di Duttogliano
Io non ci passo da molto, ma la percorrevo spessissimo ai tempi della ex Jugoslavia per andare a fare benzina e il primo benzinaio era appunto a Duttogliano che si trova a qualche chilometro.
Ho ancora ben presenti lo stato pessimo dell'asfalto e i grossi paracarri messi larghissimi e spesso sopra un dislivello di parecchi metri ai lati della stretta strada.
Come sia oggi non so, ma immagino meglio di allora.
domenica 26 febbraio 2017
Donnine nude! (Più o meno) (19)
Altra donnina coperta, ma maliziosa.
Sta preparandosi ad andare a letto e, come al solito, le lunghe calze nere e le scarpe con il tacco saranno le ultime ad essere tolte.
Anni Venti circa.
Cartolina italiana non viaggiata.
Gatto che guarda nei punti giusti.
Tappeto di leopardo e stufa di maiolica.
Sta preparandosi ad andare a letto e, come al solito, le lunghe calze nere e le scarpe con il tacco saranno le ultime ad essere tolte.
Anni Venti circa.
Cartolina italiana non viaggiata.
Gatto che guarda nei punti giusti.
Tappeto di leopardo e stufa di maiolica.
sabato 25 febbraio 2017
Ragazza con fiocchi 1915 circa
Foto di ragazza con fiocchi tra i capelli e boccoli vari.
Si tratta di un'amica d'infanzia di mia nonna che ho sempre sentito citare come "la Babù" e non so quale fosse il suo vero nome.
Dal retro della foto apprendo che il cognome era Ieralla e probabilmente era la sorella di Vittorio Ieralla, attivissimo Presidente per decenni dell' Ente Nazionale Sordomuti e fondatore di "Casa Ieralla", oggi casa di riposo per anziani, ma originariamente dedicata all'ospitalità di sordomuti di passaggio a Trieste o in difficoltà.
Ho datato 1915 la foto perché se era coetanea di mia nonna era nata nel 1901 e qui potrebbe avere circa quattordici anni.
Si tratta di un'amica d'infanzia di mia nonna che ho sempre sentito citare come "la Babù" e non so quale fosse il suo vero nome.
Dal retro della foto apprendo che il cognome era Ieralla e probabilmente era la sorella di Vittorio Ieralla, attivissimo Presidente per decenni dell' Ente Nazionale Sordomuti e fondatore di "Casa Ieralla", oggi casa di riposo per anziani, ma originariamente dedicata all'ospitalità di sordomuti di passaggio a Trieste o in difficoltà.
Ho datato 1915 la foto perché se era coetanea di mia nonna era nata nel 1901 e qui potrebbe avere circa quattordici anni.
venerdì 24 febbraio 2017
Reggilibri cinesi in legno fossile (?)
Coppia di pesantissimi reggilibri cinesi con cani e altri animali che la leggenda di famiglia narra non essere di marmo, ma di legno fossile.
Effettivamente certe venature depongono a favore di tale ipotesi.
Per quel che ne so io di cose cinesi, potrebbero avere cent'anni o mille.
Certo è che sono molto consumati.
Di sicuro sono fatti a mano perché dovrebbero essere una coppia, ma in realtà le differenze tra l'uno e l'altro sono abbastanza rilevanti.
A meno che la cosa non fosse voluta per rispettare chissà quali simbologie cinesi.
Un tempo dovevano essere ricoperti da una lacca marroncina che dava risalto agli intarsi, ma è stata lavata via in epoca non definibile.
Effettivamente certe venature depongono a favore di tale ipotesi.
Per quel che ne so io di cose cinesi, potrebbero avere cent'anni o mille.
Certo è che sono molto consumati.
Di sicuro sono fatti a mano perché dovrebbero essere una coppia, ma in realtà le differenze tra l'uno e l'altro sono abbastanza rilevanti.
A meno che la cosa non fosse voluta per rispettare chissà quali simbologie cinesi.
Un tempo dovevano essere ricoperti da una lacca marroncina che dava risalto agli intarsi, ma è stata lavata via in epoca non definibile.
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